Università Unimarconi

Nasce il Centro Nazionale Educazione Altromercato

GENOVA – Nasce il Centro Nazionale Educazione Altromercato (CNEA), che sarà gestito dalla Cooperativa La Bottega Solidale di Genova. Tra gli obiettivi, il far conoscere a studenti e insegnanti il forte legame tra prodotto, filiere, messaggio e attivismo alla base dell’identità di Altromercato.

Il Centro Nazionale si propone poi di coinvolgere il mondo della scuola e di stimolare la sinergia tra questo e la rete consortile che raccoglie la Fondazione, il Centro Servizio Civile, Altromercato Festival e in futuro anche Centro Volontariato Altromercato.

Il progetto è stato affidato alla Cooperativa La Bottega Solidale di Genova, un’organizzazione senza fini di lucro, la cui base sociale è costituita da oltre 1.300 soci, dal 1990 in prima linea a Genova (e non solo) per la promozione di un’economia solidale. Il fine è quello di dare visibilità al forte legame tra prodotto, filiere, messaggio e attivismo alla base dell’identità di marca oltre che migliorare il coinvolgimento del mondo della scuola al fine di dare maggiore visibilità ai contenuti veicolati da Altromercato, valorizzandone le attività e le campagne di comunicazione, con una coerenza di contenuti che rafforzi complessivamente il messaggio

“L’esigenza di dar vita a un Centro Nazionale Educazione Altromercato nasce per stimolare una nuova organizzazione dell’attivismo Altromercato nel mondo della scuola, per far conoscere ai ragazzi la possibilità di investire le proprie idee e il proprio tempo per un’economia più sostenibile e capace di futuro. Inoltre vogliamo valorizzare al meglio il grande patrimonio di competenze e attività dedicate al mondo della scuola da parte dei Soci e continuare il ruolo strategico che abbiamo avuto in alcuni progetti europei sul tema dell’attivismo e dell’educazione, di cui Altromercato è capofila. Per il futuro del Commercio Giusto è fondamentale un dialogo costante e strutturato con nuovi potenziali attivisti e simpatizzanti anche tramite le agenzie educative” afferma Alessandro Franceschini, Presidente di Altromercato. “Siamo felici che il progetto sia stato affidato al nostro Socio La Bottega Solidale di Genova, da oltre trent’anni attiva nel promuovere e diffondere un’economia che mette al centro la dignità della persona e con una grande esperienza nell’ambito dell’educazione.” 

Secondo una recente indagine di Altromercato, il 70,8% dei soci svolge attività educative nelle scuole e/o con gruppi di giovani. Negli ultimi due anni, considerando il totale dei 51 soci che hanno svolto attività educative, possiamo dire che 3.400 ore di impegno siano state dedicate – seppure in forma diversa – al coinvolgimento per l’apprendimento di potenziali nuovi attivisti o, semplicemente, di persone maggiormente consapevoli. Per il 74,5% dei soci, tali attività sono parte del bilancio sociale e vengono realizzate gratuitamente (37%), o grazie a contributi da progetti o delle scuole (39%), spesso in risposta a richieste di insegnanti o persone della società civile, sensibili. Inoltre, circa l’80% dei soci ha organizzato visite didattiche e di conoscenza, presso le proprie botteghe: l’83% – negli ultimi 12 mesi – ha gestito fino a 5 incontri di questo tipo.

“Con la nascita del Centro Nazionale Educazione Altromercato ci poniamo l’obiettivo di costruire moduli didattici per la scuola primaria e secondaria lavorando con i docenti con il fine ultimo di continuare a formare nuovi agenti del cambiamento perché, come è emerso con il progetto europeo YPSE, attrarre non basta, bisogna motivare i giovani a partecipare e restare nelle organizzazioni” afferma Giuditta Nelli, Responsabile del Centro Nazionale Educazione (CNEA). “Il CNEA investirà fortemente anche nello sviluppo di una comunicazione utile a incidere sulla percezione dei giovani rispetto al Commercio Giusto e alla sostenibilità ambientale. Le scuole non saranno il nostro unico obiettivo, ma andremo anche a creare uno strumento utile ai formatori (volontari, soci della rete, educatori, attivisti) o chi si occuperà di eventi pubblici cittadini realizzando laboratori. Verranno prodotti dei kit didattici per rendersi autonomi nella diffusione delle tematiche e dei valori da trasmettere. Investiremo, inoltre, nello sviluppo di una programmazione progettuale, che vada nella direzione della realizzazione di attività che vedano nel community engagement e nel dare consapevolezza ai giovani il proprio focus. Vogliamo trovare la soluzione che dia lo spazio all’espressione dell’altro.”

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