Negate le ore di motoria ad oltre metà degli alunni della Fantappiè

Riceviamo dal Consiglio di Istituto comprensivo “L. Fantappié”  e pubblichiamo:

” Quasi la metà, e precisamente 363, degli alunni che frequentano l’Istituto comprensivo “Luigi Fantappié” nel centro storico di Viterbo è impossibilitata a svolgere attività motoria. Il motivo, il protrarsi dei lavori, per la realizzazione di un ascensore esterno al Ginnasio “Mariano Buratti” in via Tommaso Carletti, lavori che, nonostante siano fermi e, molto probabilmente, ancora non iniziati a causa – secondo indiscrezioni da confermare – di alcune rilevazioni da effettuare sull’idoneità della struttura ad ospitare appunto l’ascensore,

ostacolano il libero accesso alla palestra della “ Fantappié” (eredità del vecchio istituto “Luigi Concetti” con l’accorpamento) situata a ridosso. La palestra viene al momento utilizzata dai ragazzi del Liceo Classico che vi accedono da un cortile interno.

Il bello è che, essendo assegnata alla “Lugi Fantappié”, quindi scuola dell’obbligo, quindi, gestita dal Comune di Viterbo, quest’ultimo si ritrova da alcuni anni a pagare spese di riscaldamento, luce e piccole manutenzioni senza che nessuno degli alunni di primaria e secondaria vi mettano piede. In pratica, in soldoni, il Comune paga, di fatto, un servizio che dovrebbe essere, viste le circostanze, interamente a carico della Provincia.

Di recente, l’ufficio comunale preposto ha effettuato un sopralluogo, con tanto di tecnico abilitato, ma poi ha rimandato tutto al corrispondente ufficio provinciale: come dire, ancora altri mesi prima che la palestra, a cui tra l’altro è possibile accedere passando vicino alle recinzioni del cantiere, possa essere fruibile da parte dei ragazzi e ragazzi della “ Fantappié”.

Tutto ciò, naturalmente, pregiudica sia l’andamento scolastico, sia il diritto allo Studio, essendo l’attività motoria una delle discipline curriculari, sia la qualità dei servizi offerti dalla scuola spingendo alcuni genitori ad iscrivere i propri figli in altri Istituti e, di fatto contribuendo a quell’abbandono dello splendido centro storico di Viterbo che, a parole, tutti dichiarano di voler salvaguardare anche ricollocandoci servizi essenziali. E cosa c’è di più essenziale di una Scuola?”

   

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