di REDAZIONE-
NISCEMI- L’emergenza frana a Niscemi, nel cuore della provincia di Caltanissetta, continua a destare forte preoccupazione. Il movimento di terra in atto, stimato in centinaia di milioni di metri cubi, viene definito dagli esperti di dimensioni eccezionali, superiori persino a quelle del disastro del Vajont. Un dato che fotografa la portata del fenomeno e l’urgenza degli interventi di messa in sicurezza.
Il costone di sabbia e argilla, alto circa 50 metri, resta instabile e il fronte della frana continua lentamente ad arretrare verso il centro abitato. La situazione è in evoluzione costante e il rischio di nuovi cedimenti non è escluso. Le autorità avvertono che ulteriori distacchi potrebbero portare all’ampliamento dell’area interdetta, con il coinvolgimento di nuove abitazioni e infrastrutture.
Per questo motivo, a partire dalle prossime ore, verrà estesa ufficialmente la zona considerata a rischio idrogeologico. Un decreto dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia aggiornerà il Piano di assetto idrogeologico, includendo circa 25 chilometri quadrati di territorio sottoposti a vincoli stringenti, tra cui il divieto assoluto di edificazione. La decisione arriva dopo un monitoraggio approfondito condotto con droni e rilievi tecnici, che hanno evidenziato criticità non solo sul fronte della frana ma anche nelle aree a valle.
La città resta sotto osservazione continua, con Protezione Civile e amministrazioni locali impegnate a contenere i rischi e a garantire la sicurezza della popolazione. L’obiettivo è prevenire scenari peggiori, mentre Niscemi vive giorni di incertezza, sospesa tra la paura di nuovi crolli e la necessità di interventi strutturali a lungo termine.








