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“Oltre l’immagine”, ad Anticoli Corrado la mostra di pittura e scultura di Massimo Papi e Riccardo Sanna

ROMA – Sabato 9 maggio, alle ore 17,30, si inaugura la mostra di Pittura e Scultura ” Oltre l’Immagine” di Massimo Papi e Riccardo Sanna.
Presso lo Spazio Arte, via Santa Vittoria, 2. Anticoli Corrado – Roma.
Con il patrocinio del Comune di Anticoli Corrado, Spazio Arte, Archeoares, Geapolis, Galleria Falzacappa Benci, Ravazzi.
La mostra rimarrà aperta dal 9 al 31 maggio 2026.
Per visitarla, contattare: spazio Arte.24@gmail.com 3381699892 – 3395363214.
Massimo Papi.
Massimo Papi è destinato a scoprire cosa c’è dopo ogni suo quadro con la purezza sorgiva liberata d geografia, e se qualcosa gli appartiene, nel firmamento delle stelle fisse, e lo contraddistingue dal disintegrarsi di ciò che già più non esiste, è l’uso dei colori sorprendenti e variegati, colore con cui firma cambiamenti seppure in un percorso affabilmente ordinato in cui ogni immagine dipinta sullo sfondo rende la dimensione di un proprio personale compimento.
Le storie delle città vissute e attraversate, nei muri, nelle persone incontrate, nelle strade percorse e nelle vicende raccontate, sono piccoli brani di una vita quotidiana, delle emozioni e delle gioie di uno sguardo o di un attimo di meraviglia.
Medico dermatologo, lavora a Roma e disegna/dipinge dai primi anni giovanili.
Ideatore e organizzatore dal 2009 del convegno “trasversale” DERMART: dermatologia tra scienza e arte, che si tiene nei siti più suggestivi di Roma storica e al quale partecipano professionisti diversi (medici, infermieri, biologi, cosmetologi, psicologi, appassionati d’arte, pittori, storici dell’arte.…).
DANIELA FABRIZI.

Riccardo Sanna.
Sanna dipinge lo spazio della sua vita, ma il
suo sguardo va oltre la semplice visione e percezione.
L’artista guarda a cose e persone dal di dentro.
E’ lo spazio concreto dell’esistenza filtrato dalla
coscienza. Nella coscienza tutto è in relazione, il
tempo e lo spazio fluiscono senza separazione, i
luoghi, le persone diventano proiezioni, relazioni
psicologiche. Nello spazio pittorico di Sanna c’è
sempre una porta, è per l’artista il diaframma
attraverso il quale mette in comunicazione lo
spazio del vissuto con i propri ricordi, intuizioni,
associazioni mentali, riflessioni. Luogo di
mediazione tra l’I0 e il mondo.
Lo sguardo dell’artista si mantiene sempre in
bilico sulla soglia di quelle porte, attraversato dal
flusso della vita, della coscienza e della memoria.
(Il labirinto della mente).
Le porte non delimitano, non separano,
appaiono impastate nella stessa materia degli
elementi raffigurati. Sulle porte c’è il colore
del cielo, dei paesaggi, della pietra dei muri,
dei contorni di figure che appaiono come
impronte spirituali di esistenze.
Attraverso le linee aperte dei contorni non
definiti, le arcate che sfumano l’una nell’altra,
le prospettive che si compenetrano, Sanna
fa risuonare metaforicamente storie vissute,
sentimenti, pensieri, luoghi.
Le note cromatiche dei colori tenui e
luminosi si accordano con il ritmo e il tono di
un brano poetico.
È la poesia di esistenze semplici ed
esemplari, di amori inseparabili, di sogni, di
solidarietà. E’ una umanità bella e lontana
che Sanna filtra nella luce della sua sensibilità
e della sua memoria e rappresenta nel calore
della sua pittura.
Nella poetica dell’artista è centrale il tema
della caducità dell’esistenza, che sviluppa
attraverso i segni che il tempo lascia sulle sue
porte, attraverso la dimensione dell’assenza,
dipinge le tracce della memoria che i luoghi
e le porte-materia conservano e riescono
ancora ad evocare.
La sua è una visione serena e pacificata con
il tempo, che avverte come un passaggio
verso una dimensione temporale altra che
comprende e trascende lo spazio della vita
terrena, la luce che promana dalle velature e
dalle trasparenze dei suoi colori (e della sua
coscienza) ha la radiosa e intensa
spiritualità di chi ha compreso il senso
profondo del tempo e della vita.
PATRIZIA SORA.

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