Omaggio a Giuseppe Zena, artista poliedrico viterbese (VIDEO)

di MARIELLA ZADRO –

VITERBO – …Ma ‘n giorno, nun se sa quanto lontano, quanno ‘sto piede non lascerà più traccia e ‘sto vestito sarà tutto sgarrato, no, non piagnete! Perché aritornerò ma ‘l sogno ch’ho lasciato, senza più peso, a vento e controvento felice a fa’ le biulle là pe’ ‘l cielo.

Questi i versi di Giuseppe Zena, poeta dialettale viterbese della Quercia, come lui si definiva, che martedì 19 marzo 2024 avrebbe compiuto 90 anni.

Per ricordarlo i figli Laura e Marco, parenti e molti amici si sono ritrovati presso la sala consigliare di Palazzo dei Priori accolti dalla sindaca Chiara Frontini.

“È per me oggi un grande piacere accogliervi così tanti nella sala del consiglio per celebrare Peppe Zena. È senza dubbio una persona, un artista e un poeta che ha amato la sua città. La sua vena poetica prende spunto dalla quotidianità nel recupero dei valori come la semplicità e la concretezza, per il rispetto della natura, le tradizioni e la storia locale”.

Hanno dato voce alle poesie di Zena tratte dal libro “Ricette di vita” (Giunti editore): Franco Giuliani, presidente dell’Associazione Tuscia Dialettale, Amerildo Menditto vice presidente Associazione Popolare il Sassogrosso, il poeta dialettale Ivo Valentini e Roberto Magrino dell’Associazione Villaggio Querciaiolo.

Non solo poesie ispirate alla quotidianità del vivere, ma la sua grande creatività l’ha espressa attraverso la scultura del legno e la pittura.

Alcuni amici di Peppe, con i quali ha condiviso questi momenti, le giornate trascorse in campeggio, la pesca, la festa di Santa Rosa, hanno raccontato degli aneddoti dove si delineano alcuni aspetti della sua personalità, il carattere deciso e quella vena “ironica” delle sue battute, che trovavano sempre il giusto spazio.

Presente in aula la signora Sonia De Angelis che ha curato la presentazione del libro, ha ricordato come avvenne la conoscenza di Zena e l’amicizia durata nel tempo.

La cerimonia si è conclusa con la lettura da parte della sindaca Frontini della poesia “La Libertà” suggestiva poesia che prende esempio dalla vivacità del cavallo a briglie sciolte, che cerca la sua parte nel mondo:

Come ‘n cavallo, senza la capezza,

 là pe’ le prate de’ la fantasia

scorrazza senza freno e senza brija,

e spesso dissetamme a la sorgente

‘ndove sgorgono tutte le pensiere, e poi, satollo de ‘sto gran ristoro,

vojo strilla man tutte che so’ vivo

e voijo la mì parte de ‘sto monno…

Con un velo di commozione e un caloroso applauso si è concluso l’omaggio al poliedrico artista che ci ha lasciato con il sorriso, ricche testimonianze dell’amore per la vita.

 

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