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Omicidio di Santa Lucia, al vaglio le chat: la compagna di Ernesti parla di minacce ricevute

di REDAZIONE-

VITERBO – Si concentrano sulle ore precedenti al delitto le indagini sull’omicidio avvenuto il 13 febbraio nel quartiere Santa Lucia, a Viterbo, dove ha perso la vita il 51enne Giovanni Bernabucci, colpito a morte con un coltello dall’amico e vicino di casa David Ernesti, 46 anni. Un elemento ritenuto rilevante dagli investigatori riguarda alcuni messaggi che sarebbero stati inviati poco prima dell’omicidio. La compagna di Ernesti, ascoltata insieme a un vicino di casa, avrebbe riferito agli inquirenti che l’uomo aveva ricevuto sul telefono comunicazioni dal contenuto minatorio circa un’ora prima dei fatti. Quei messaggi, descritti come confusi e carichi di tensione, sarebbero stati inoltrati dallo stesso 46enne alla donna. Le frasi contenute nelle chat, secondo quanto riferito, sarebbero state particolarmente pesanti e avrebbero contribuito ad accrescere un clima già segnato da dissapori tra i due uomini. Per verificare il contenuto e la tempistica delle conversazioni, la Procura ha disposto il sequestro dei telefoni cellulari di entrambi. I dispositivi, acquisiti dalla Squadra Mobile la notte dell’omicidio, saranno ora sottoposti ad analisi tecnica da parte di un consulente informatico incaricato di ricostruire nel dettaglio gli scambi avvenuti prima dell’aggressione. Parallelamente si indaga sul contesto dei rapporti tra i due. Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbero tensioni legate all’ambiente lavorativo e questioni economiche che nel tempo avrebbero incrinato il rapporto. Non risultano denunce precedenti, ma secondo chi li conosce la relazione tra Ernesti e Bernabucci sarebbe stata segnata da frequenti contrasti. Intanto per Ernesti è stato disposto il trasferimento in carcere dal reparto di medicina protetta dell’ospedale Santa Rosa, dove era ricoverato dopo l’arresto. I suoi legali, gli avvocati Giuseppe Picchiarelli e Simona Mancini, avevano chiesto una misura diversa, depositando alla giudice per le indagini preliminari Daniela Rispoli documentazione sanitaria relativa alle condizioni di salute dell’indagato, già sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e attualmente in terapia. Durante l’interrogatorio di garanzia, svolto in ospedale, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo la ricostruzione finora emersa, la sera del 13 febbraio Bernabucci si sarebbe recato nell’abitazione di Ernesti per proseguire una discussione iniziata nel corso della giornata. Il confronto sarebbe degenerato in una colluttazione culminata nell’aggressione: la vittima è stata colpita più volte con un coltello da cucina dalla lama di circa 20 centimetri, riportando ferite al torace, alla schiena e agli arti inferiori. L’autopsia, che la pm Veronica Buonocore si appresta a disporre, dovrà chiarire con precisione la sequenza dei colpi e le cause esatte del decesso. A contattare i soccorsi sarebbe stato lo stesso Ernesti, che ai sanitari avrebbe riferito di essere stato aggredito in casa. All’arrivo degli agenti, Bernabucci è stato trovato a terra nella cucina, in una pozza di sangue. Il 46enne presentava tracce ematiche su mani e volto, ma non ferite evidenti. L’inchiesta prosegue per ricostruire in modo puntuale la dinamica dell’accaduto e verificare il peso che eventuali minacce possano aver avuto nell’escalation culminata nell’omicidio.

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