Opposizione Studentesca d’Alternativa – Viterbo risponde a Fratelli d’Italia

VITERBO – Riceviamo da Opposizione Studentesca d’Alternativa – Viterbo e pubblichiamo: “Apprendiamo senza troppo stupore dell’attacco che Fratelli d’Italia e Azione Studentesca hanno rilasciato nei nostri confronti.
Prima di rispondere nel merito diamo un paio di chiarimenti generali, dato il chiaro intento mistificatorio rivolto contro di noi.
Innanzitutto OSA (Opposizione Studentesca d’Alternativa) non è un comitato, non è un movimento e non è neanche un centro sociale (chissà perché si sono inventati questa notizia), bensì un’organizzazione studentesca presente sul territorio nazionale in varie città d’Italia.

Detto questo procediamo ad analizzare la natura dell’attacco. Perché è stato fatto? Perché proprio ora?
La risposta è semplice, nella data del 26 ottobre un nostro membro ha partecipato al tavolo indetto dal Prefetto in qualità di rappresentante dell’Osa e dell’Unione Sindacale di Base, che assieme a noi aveva presentato una richiesta di incontro alla prefettura per discutere dei problemi legati ai trasporti per studenti e lavoratori.

Alla vista del nostro rappresentante, il presidente di consulta Luca Tallarico, esponente di punta dell’organizzazione di estrema destra Azione Studentesca, ha da subito tentato di non farci parlare farneticando qualcosa riguardo una “mancata legittimità di interlocuzione”.
Rispondiamo, come abbiamo fatto al tavolo, che questa favola della legittimità garantita solo alla consulta è una bufala, in quanto in tutta Italia le organizzazioni studentesche (inclusa quella di Tallarico) partecipano ai tavoli istituzionali, e che lo stesso Tallarico nell’anno precedente aveva partecipato ad un tavolo senza essere presidente di consulta.
In sostanza per questi fantomatici “difensori della democrazia” hanno diritto di parola soltanto coloro che la pensano come loro, o che non mettono in dubbio il loro operato all’interno delle istituzioni.

Passiamo alla prossima questione, ovvero chi rappresentiamo? Rappresentiamo gli studenti che sono stufi di un modello di scuola che li fa morire in alternanza, che li relega in una scuola gabbia e che non gli garantisce neppure un trasporto pubblico decente. Per quanto possa dirne Azione Studentesca, in pochi mesi di vita l’Osa Viterbo è riuscita a rappresentare e organizzare più studenti di quanto loro abbiano fatto in tutta la loro esistenza sul territorio. Se noi rappresentiamo una “minoranza”, Azione Studentesca rappresenta una minoranza molto più piccola.
Se abbiamo partecipato al tavolo è soltanto perché abbiamo portato avanti assieme agli studenti (e non soltanto ai nostri militanti) un percorso di lotta per pretendere trasporti migliori. Il nostro apporto all’interno del tavolo è stato fondamentale in quanto siamo stati gli unici a fornire un resoconto dettagliato dei disagi legati ai trasporti, e gli unici a soffermarci sugli studenti dell’Orioli, che sono obbligati ad orari pomeridiani per la totale mancanza di mezzi.
Facciamo anche notare che se tanti studenti hanno deciso di affidarsi a noi significa che l’operato della consulta presieduta da Tallarico non è stato poi così tanto efficace come vogliono far credere.

Ora veniamo ad un punto nevralgico, ovvero la definizione di Osa come “covo di estremisti che negano la democrazia”.
Nulla di più falso. Pur non condividendo il risultato elettorale non lo neghiamo e lo rispettiamo, ma a quanto pare dall’altra parte non viene rispettato il nostro diritto al dissenso che abbiamo sempre esercitato si con radicalità, ma mai con violenza e sprezzo della democrazia. Non siamo criminali ne pericolosi estremisti, ma studenti che lottano con forza e passione per le loro idee.
Sul “preferirebbero vivere in una colonia putiniana”, neanche ci soffermiamo tanto è basso il livello raggiunto.

Non ci sentiamo rappresentati da questo governo, che crediamo quanto più reazionario e nemico degli studenti, dei lavoratori e delle classi popolari, e denunciamo un innalzamento della repressione nei confronti di chi fa opposizione.
Infatti è di pochi giorni fa la notizia degli studenti antifascisti della Sapienza manganellati dalla Polizia, per quella che era una manifestazione di dissenso pacifica.
In quel caso Fratelli d’Italia non solo non ha dato solidarietà agli studenti picchiati, ma il loro ministro dell’interno ha negato persino che siano avvenute le percosse, nonostante decine di testimonianze video.
Perché il partito più grande d’Italia ha sorvolato su una gravissima violazione degli spazi di dissenso?
Inoltre non possiamo non constatare la continua tendenza degli esponenti di Azione Studentesca a voler zittire, sminuire e tagliare fuori chi mette in discussione il loro modello politico. Come giovanile non solo non hanno mai preso una posizione chiara di allontanamento dall’ideologia fascista, ma nei modi e nei metodi dimostrano ogni giorno un certo autoritarismo che non siamo i soli a percepire.

In sostanza gli articoli usciti per attaccarci non sono altro che una “ripicca” e una vendetta politica per aver osato contendere la rappresentanza studentesca alla giovanile di Fratelli d’Italia, che vede la sua presenza nelle scuole minacciata dalla costante crescita della nostra organizzazione sul territorio ed a livello nazionale.

Per concludere pensiamo che ci sia una frase che possa sintetizzare al meglio questo comunicato:
“Ci chiamavano banditi, ci chiamavano teppisti. Ieri partigiani, oggi antifascisti”
Ebbene sì, se essere antifascisti è un reato, allora siamo colpevoli”.

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