Orchestra invisibile, quando la musica cura l’anima

di MARIELLA SPADAVECCHIA-

VITERBO – Il talento oltre l’autismo. Il potere della musica al di là di ogni barriera.  E’ stato un concerto unico, estremamente emozionante e del tutto particolare quello che l’Orchestra invisibile ha proposto ieri sera a Viterbo, all’auditorium di Santa Maria in Gradi, a conclusione dell’XI edizione della Stagione concertistica dell’Università degli Studi della Tuscia diretta dal professor Franco Carlo Ricci.

L’evento, dal titolo emblematico di “Sincronie Sonore, tra arte​ e cura. Musica improvvisata entro lo spettro autistico“, è stato proposto dal professor Saverio Senni, delegato dell’Università della Tuscia per la Disabilità, e fortemente voluto dalla professoressa Maria Ida Catalano, docente Unitus.
concerto-unitus2Sul palco un’orchestra atipica, formata da un gruppo di giovani strumentisti, alcuni dei quali affetti da autismo, che sono riusciti a dimostrare col loro talento e la loro straordinaria semplicità quanto la musica possa curare l’anima,  trasformandosi in una forma di terapia che va ben oltre la scienza e la medicina.
L’Orchestra Invisibile è un gruppo musicale fondato a Cascina Rossago (PV) una decina di anni fa, nel contesto della prima farm community italiana pensata per le possibilità e le esigenze delle persone con autismo.

L’ensemble strumentale, al completo, è costituito da quattordici percussionisti affetti da autismo, e da altrettanti musicisti fra studenti, specializzandi e docenti dell’Università di Pavia, legati dalla passione per la musica e dall’interesse per la ricerca scientifica. Il gruppo è variabile in base alle varie situazioni e il titolo “invisibile” si riferisce ad una caratteristica peculiare del gruppo: la presenza di un pubblico, anche conosciuto, infatti, potrebbe turbare la serenità di molti dei suoi componenti e per questo motivo ogni tipo di “esibizione” viene concerto-unitus4evitato. Nonostante questo, l’orchestra si è esibita negli anni in vari contesti. Per tutti i concerti sono state scelte località vicine a Cascina Rossago e dunque facilmente raggiungibili nell’arco della giornata. Il concerto di ieri a Viterbo è stata una vera e propria eccezione per questa atipica formazione strumentale che per la prima volta ha dovuto pernottare “fuori casa”.

Ad aprire la serata, i saluti del professor Senni e di Paolo Manganiello, direttore artistico di Senza Caffeina, la manifestazione in cui è stato inserito l’evento.  Marco Marcelli, Neuropsichiatra infantile della ASL di Viterbo, ha moderato gli interventi dei coordinatori del progetto, Pierluigi Politi professore ordinario di Psichiatria, jazzista e responsabile del Laboratorio Autismo dell’Università di Pavia, e Adriano Primadei, musicoterapeuta, direttore della Scuola di Musicoterapia Dinamica di Firenze.

Il professor Politi ha spiegato come, da più di dieci anni, venga portata avanti questa preziosissima attività musicale a Cascina Rossago. Ogni venerdì pomeriggio i ragazzi si dedicano alla musica, suonando insieme. L’idea di fondo del progetto, al di là del valore terapeutico comunque evidente, è quella di divertirsi tutti insieme, lasciandosi guidare dai suoni.

Le persone con autismo, come è stato sottolineato dai musicoterapeuti Politi e Primadei, hanno difficoltà a interagire e a comunicare. Molti di loro, inoltre, non utilizzano il linguaggio verbale e riescono a rapportarsi con gli altri solo attraverso la musica, per la concerto-unitusquale invece hanno una spiccata predisposizione. Le persone affette da autismo hanno anche un repertorio di interessi molto ristretto. Tutto questo renderebbe apparentemente impossibile suonare in gruppo e formare, dunque, un’orchestra. Ma il risultato di questo lavoro è strabiliante.

L’orchestra di Cascina Rossago e il progetto musicale che da anni si sta portando avanti sono gli esempi tangibili del potere aggregante della musica. Una caratteristica di questa formazione orchestrale è la circolarità della disposizione, sia durante le prove, sia nelle esibizioni in pubblico. I ragazzi hanno bisogno di essere in contatto visivo con il resto del gruppo e questo è possibile solo disponendosi in cerchio.

Dopo aver sperimentato diversi generi musicali, il repertorio dell’Orchestra Invisibile si è orientato verso il jazz mainstream, un genere musicale che consente un buon equilibrio fra la costanza e la coerenza delle strutture armoniche e il cambiamento dato dall’improvvisazione jazz. Un genere che risponde alle esigenze di coerenza e ripetitività tipiche delle persone autistiche e che consente di vivere un’esperienza di gruppo con i componenti dell’ensemble che riescono ad andare a ritmo tutti insieme in perfetta sincronia.

Il maestro Pierluigi Politi, al pianoforte, ha guidato il gruppo, formato da percussioni, sassofoni, tromboni e chitarra. Ai brani eseguiti dall’ensemble si sono alternate le performance pianistiche di Simona, la solista del gruppo. In un’atmosfera carica di emozioni, l’Orchestra invisibile è riuscita a regalare al pubblico viterbese momenti di autentica magia. Un concerto da assaporare attimo dopo attimo, tra improvvisazioni e ripetizioni, tra suoni e silenzi ricchi di intensità e di sensazioni pure.