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Ornella Vanoni, l’ultima diva malinconica della canzone italiana: si è spenta a 91 anni

di REDAZIONE-

La scena musicale italiana perde una delle sue interpreti più emblematiche: Ornella Vanoni è morta a Milano all’età di 91 anni, stroncata da un malore nella sua abitazione. Con lei se ne va una voce inconfondibile, elegante e profondamente legata alla storia culturale del Paese.

Nata nel 1934 in una famiglia dell’alta borghesia milanese, Vanoni cresce tra collegi svizzeri e inglesi, con un sogno semplice – diventare estetista – che però lascia presto spazio al palcoscenico. Nel 1953 entra all’Accademia del Piccolo Teatro, dove incontra Giorgio Strehler, maestro e compagno di vita. Il teatro è il suo primo amore, ma già dal 1957 il suo destino vira verso la musica: dopo l’esordio ne I Giacobini, Vanoni si afferma con le celebri “canzoni della mala”, che la impongono come voce unica e fuori dagli schemi.

Nel 1960 nasce la storia d’amore, intensa e tormentata, con Gino Paoli, che le regala brani destinati a diventare immortali, tra cui Senza fine. Nello stesso anno sposa l’impresario Lucio Ardenzi, da cui avrà il figlio Cristiano, ma l’unione durerà poco.

La carriera di Vanoni attraversa decenni di musica italiana, rendendola l’unica artista donna a vincere due Premi Tenco. Partecipa otto volte al Festival di Sanremo, con piazzamenti di prestigio e un’ultima apparizione in gara nel 2018. Immensa la lista delle sue collaborazioni: da Paolo Conte a De André, da Ivano Fossati a Lucio Dalla, fino ai più grandi jazzisti internazionali.

Con oltre 60 milioni di dischi venduti, Ornella Vanoni lascia un’eredità artistica imponente, segnata da una voce vellutata, da uno stile inconfondibile e da un modo di raccontare l’amore e la vita che continuerà a risuonare, senza fine.

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