Orte. Boheme e concorso lirico guidati da Katia Ricciarelli

di VINCENZO CENITI-

ORTE (Viterbo) – Bohème italo-francese, anni Cinquanta, con Orte che si mette in proprio col suo profumo di borgo per ricreare dal vivo  (sotto la guida sapiente dello scenografo Umberto Di Nino) la soffitta, il  Quartiere Latino e la  barriera d’Enfer con tanto di neve natalizia. E’ pensato così il capolavoro di Giacomo Puccini dal regista Sandro Corelli ideatore del Concorso Lirico Internazionale in svolgimento a Orte (dal titolo seducente di Lirica sul Tevere), nel cui ambito l’opera va in scena il prossimo 26 luglio al cospetto della cattedrale dell’Assunta al centro del paese. Sul podio (orchestra sinfonica Europa Musica e Coro lirico Italiano) Jacopo Sipari di Pescasseroli, attuale direttore musicale della Fondazione pucciniana di Torre del Lago. Mimì Alexandra Grigoras, Musetta Abenauara Graffigna Caballero, Rodolfo Raffaele Tassone, Marcello Hibiki Ikeuchi, Shaunard Alberto Zanetti, Colline Sang Jin Jang, Parpignol Domenico Maglioni. Nel doppio ruolo di Benoit e Alcindoro il collaudato Armando Ariostini della scuola di Gina Cigna e Giulietta Sinionato. Maestro del coro Renzo Renzi.

La stagione (che comprende anche il concerto delle Campane di Agnone della pontificia Fonderia Marinelli e uno dei vincitori del Concorso dello scorso anno) ) con l’autorevole benedizione di Katia Ricciarelli, è stata presentata nei giorni scorsi a Roma nella sala-stampa della Camera dei Deputati. Onori di casa di Stefania Pezzopane ex presidente della Provincia de L’Aquila.

Il concorso lirico di Orte, al secondo anno di attività, accoglie voci nuove e non da ogni parte del mondo con sezioni per registri vocali e ruoli d’opera. In giuria oltre alla Ricciarelli, ci sono il baritono Ambrogio Maestri, il tenore Nicola Martinucci, il basso  Roberto Scandiuzzi, il maestro Carlo Palleschi ed altri. Coinvolte le scuole di Orte.. Originale il disegno del manifesto realizzato da un ragazzo del terzo liceo scientifico con stilizzati i personaggi dell’opera.

Di concorsi lirici in Italia, per fortuna, ce ne sono tanti, segnale incoraggiante che il melodramma, malgrado il linguaggio d’altri tempi, sa ancora suscitare sensibilità e attenzione. Ma non basta. “E’ un’eccellenza del made in Italy – ha detto la Ricciarelli – che non ci deve essere sottratta. Occorre però una radicale revisione strutturale per evitarne il decadimento. Meno millantatori e più onestà, soprattutto nei confronti dei giovani. E poi snellimento delle procedure che regolano i criteri per i contributi Fus (Fondo Unico Spettacoli)”.

La Bohème di Orte è anche l’occasione per ricordare le nozze d’oro della Ricciarelli con la lirica. Il suo debutto  nel lontano 1969 a Mantova fu proprio con l’opera pucciniana che forse ama di più. Anche la prima direzione del maestro Jacopo Sipari fu con Bohème.                                 Biglietti popolari (15/20 euro) acquistabili su TicketOne.                                                                             Il patron Sandro Corelli già pensa al 2020 coi La Cenerentola e Tosca eseguite dai partecipanti al Concorso di quest’anno e sempre nello scenario di Orte che dovrà diventare la piccola Spoleto della lirica. “Che ne direste – ha detto – di far uscire dalla porta centrale della Cattedrale dell’Assunta i fedeli e il clero del Te Deum con Scarpia che si pente di aver dimenticato Iddio?”. Il sindaco di Orte Angelo Giuliani giudica il tutto un bel viatico, anche per la sospirata fermata della Frecciarossa.  Info. www.liricasultevere.com.

 

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