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Ospedale Grande degli Infermi, al via il recupero: lavori in corso e sorveglianza contro intrusioni

di REDAZIONE-

VITERBO- Entrano nel vivo a Viterbo gli interventi di riqualificazione dell’Ospedale Grande degli Infermi, edificio simbolo del centro storico destinato a una nuova vita entro i prossimi anni. Il progetto, finanziato con oltre 35 milioni di euro nell’ambito dell’accordo tra Ministero della Cultura e Regione Lazio, punta a trasformare l’ex struttura sanitaria in uno spazio multifunzionale.

Dopo la fase iniziale di disinfestazione e pulizia, conclusa a inizio aprile, si passa ora alla rimozione di tutti gli elementi non necessari: infissi, tubazioni e impianti. Al termine di questa operazione resteranno solo le strutture portanti, pronte per la successiva fase di recupero.

Parallelamente ai lavori, è stato previsto un servizio di guardiania per contrastare le intrusioni abusive. Secondo quanto emerso, nei fine settimana alcune persone entrerebbero nell’edificio abbandonato per organizzare feste. Una misura ritenuta necessaria, anche se comporta costi aggiuntivi rispetto al finanziamento già stanziato.

Il progetto di riqualificazione prevede una nuova destinazione d’uso articolata: al posto delle vecchie corsie sorgeranno un ostello della gioventù, archivi, laboratori di restauro, uffici e residenze per studenti. La progettazione è ancora in corso e, una volta completata, sarà sottoposta al Comune per eventuali osservazioni e modifiche.

Nonostante alcune incertezze emerse a livello amministrativo, i tecnici comunali e regionali starebbero già collaborando da tempo nella fase preliminare. Si tratta infatti di un intervento complesso, sia per la natura storica dell’immobile sia per le difficoltà logistiche legate al trasporto dei materiali nel centro cittadino, dove non è possibile utilizzare mezzi pesanti.

Le tempistiche restano lunghe: il completamento del blocco principale è attualmente previsto per il 2029. Solo per la rimozione dei materiali si stima un intero anno di lavoro, con operazioni che, utilizzando mezzi più piccoli, potrebbero protrarsi da giugno fino alla fine dell’anno.

Un progetto ambizioso, dunque, che punta a restituire alla città uno dei suoi edifici più rappresentativi, con nuove funzioni capaci di coniugare memoria storica e sviluppo futuro.

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