Osservazione del Consiglio direttivo Amitap al ricorso Codacons

GROSSETO-Riceviamo e pubblichiamo: “In merito al ricorso al TAR del Lazio da parte di Codacons, richiedente l’abrogazione tout court della normativa di riferimento per il trattamento dell’acqua potabile, l’Associazione di Manutentori e Installatori ritiene che l’attacco frontale al mondo del trattamento dell’acqua potabile sia generico e pretestuoso, e il suo carattere “scientifico” risente chiaramente di interessi di parte.
La semplice relazione di supporto tecnico è totalmente priva di fondamento – scrive AMITAP – . Stupisce leggere la confusione (voluta?) tra il mondo degli addolcitori e quello dell’acqua da bere. E’ noto che la riduzione del calcare abbia una componente di salvaguardia dalla rete distributiva, dalle attrezzature, dagli elettrodomestici e poco a che vedere con il concetto di acqua da bere.
La condotta illecita di alcune aziende presenti sul mercato – continua AMITAP – non è giustificazione per accusare in maniera pretestuosa un settore in fortissima crescita, in Italia ed in Europa. Il trattamento dell’acqua potabile trae origine dalle stesse esigenze di chi beve acqua minerale. Sono prodotti ontologicamente diversi, ma rispondono alla necessità di bere sano e piacevole. Non è un caso che l’Italia sia uno dei massimi consumatori di acqua minerale. L’Italia a livello mondiale insegna l’arte di stare a tavola e il piacere di mangiare e bere. L’utilizzo di acque diverse sia nella composizione salina così come nel gusto sono da sempre una ricchezza.
Il DM 25 del 2012 e le successive linee guida definiscono in maniera chiara il tema del trattamento al punto d’uso, chiarendo in maniera inequivocabile il concetto di “Alimento”, che non può essere confuso con il termine di Bevanda. L’acqua è un alimento.
Stupisce – scrive l’associazione – leggere la generica brevità della relazione “tecnica” a sostegno della tesi “abrogativa” e stupisce la miopia nel panorama generale dell’acqua destinata al consumo umano. Chi scrive e ricorre è soggetto a strabismo. In commercio ci sono decine e decine di acque minerali con bassa o bassissima presenza di sali minerali, e non per questo sono nocive per la salute umana. I sistemi di trattamento
basati sulla microfiltrazione lasciano del tutto inalterato il contenuto salino, migliorando le sole caratteristiche organolettiche.
La non applicazione, in alcuni casi, della legge non può essere la motivazione fondante di un ricorso teso a rimuovere un Decreto e le sue Linee Guida. La conseguente richiesta da parte del ricorrente di nominare quindi un commissario ad acta per operare nel vuoto normativo che si verrebbe a creare è assai sospetta.
AMITAP è l’associazione che raccoglie da 15 anni gli addetti al servizio di installazione e manutenzione, è presente in tutto il territorio Italiano e raccoglie oltre 60 aziende che operano nel settore. Il suo acronimo, nato in tempi non sospetti, recita “Associazione Manutentori Installatori Trattamento Acqua Potabile”.
“Avremmo avuto piacere di essere contattati dall’associazione di difesa del consumatore – afferma il presidente Luigi Da Ros – per fornire ragguagli e informazioni sulla corretta prassi per la tutela del cittadino consumatore. Così non è stato. Sicuramente rimaniamo a disposizione per creare cultura e consapevolezza, in forma laica senza interessi di parte.”
La filosofia dei sistemi di trattamento al punto d’uso non è quella di screditare l’acqua di rete, bensì di valorizzarla, cercando di riportarla alle caratteristiche iniziali.
Lo scopo principale dei sistemi di trattamento è quello di rimuovere eventuali sostanze in sospensione che l’acqua trascina lungo il suo percorso. Tra queste, soprattutto, rimuovere il cloro, disinfettante aggiunto che a fine corsa cessa la sua missione antimicrobica e la cui persistenza rovina solamente i parametri organolettici dell’acqua che beviamo.
I sistemi di trattamento più complessi talvolta, servono a bilanciare il contenuto di oligo-elementi che in talune zone della penisola assumono valori rilevanti (dati facilmente reperibili in particolar modo riguardo a nitrati, ferro, arsenico, fluoruri, carbonati).
Un approccio consapevole del consumatore al più indicato sistema di trattamento si può avere solo ricorrendo ad aziende del settore che agiscono con professionalità e competenza, non affidandosi a slogan pubblicitari o politiche commerciali accattivanti.

Di seguito il link del comunicato codacons dal titolo: “Acqua: CODACONS presenta ricorso al Tar contro apparecchi per filtraggio e trattamento dell’acqua potabile”

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi con:
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE