“Ovunque presente”, a Sutri l’esposizione personale di Francesco Ferlisi

SUTRI ( Viterbo) – In vuoti di Umana presenza esuberanti di ignavi e di buio, si spegne e si disperde la preziosa esperienza umana. Nelle città verticali, lastricate di affanno e remissione, si sconfigge ogni luce profonda, si oscura lo sguardo profetico. Barriere senza corpo segnano la perdita.

“ Dov’è l’animale feroce anziché corrotto?”  “… la natura fa l’uomo selvaggio e sviluppa il lato feroce, ma non distrugge il lato umano.”

E’ in questa rassegna delle opere di Francesco Ferlisi, questo viaggio nella visione metafisica e ricerca dell’intima realtà di ogni cosa, che si svela, attraverso il viaggio di un uomo e della sua espressione artistica, la volontà di trascendere dualità e menzogna, spiegando il volo verso un mondo soprasensibile, contenitore di forme perfette.

Dall’idea filosofica di Schopenhauer e di Nietzsche, per i quali il concetto di “non senso della vita” nasconde, nell’apparente “non senso”, un significato più  profondo ancora, soprasensibile ed indecifrabile, nessuna espressione se non quella artistica, può essere in grado  di rappresentarne  i tratti tanto inesprimibili verbalmente.

Attraverso la trasposizione immaginativa ed onesta dell’effettività, l’arte metafisica costringe infatti ad un lavoro introspettivo, che accompagna al riconoscimento della Verità.

La sottrazione di dettagli futili al messaggio, l’atmosfera di immobilità e sospensione temporale, evocano un silenzio assoluto, un silenzio che accompagna alla meditazione.

Ciò che in un’opera metafisica viene rifiutata, è la realtà logica, proponendo invece la visione immaginativa o lo stato onirico, che, dettati dalla coscienza, saranno in grado di avvicinarsi alla profonda essenza di ogni cosa.

L’opera simbolo di Francesco Ferlisi per questa Personale, è la rappresentazione      di un non-luogo, una visione irreale ma che suscita sorpresa e riflessione appena     lo sguardo incontra i riferimenti precisi di due città italiane ed ai loro  monumenti più simbolici  (Piazza San Marco a Venezia ed il Colosseo a Roma).

Sovrasta lo spazio in primo piano una forma sferica, munita di berretto di foggia inequivocabile, quello di un qualsiasi corpo di forze dell’ordine.

Nello squarcio del viso appena accennato, un cipiglio severo osserva e comunica istantaneamente un’insidia, senz’altro diretta alla nostra, spesso ottimistica sensazione di libertà.

Nello straordinario contrasto fra il luogo onirico in primo piano, e la più che reale presenza, anche se in forma simbolica di una pericolosa sorveglianza OVUNQUE PRESENTE, arriva a noi con immediatezza il messaggio dell’artista che sbriciola il più ignavo disconoscimento del reale stato delle cose.

Immobilità tutt’attorno e silenzio, tempo sospeso come in attesa di una riflessione dell’osservatore che conduca all’introspezione, al pensiero.

Cosa ci aspettiamo dal  futuro? Cosa può seriamente minacciare, l’indispensabile libertà di pensiero, e, nel profondo, la nostra stessa essenza?

Un pensiero ordinario altro non è se non il nostro continuo incespicare, il nostro continuo spegnere la luce del nostro spirito.

Mi piace evocare altre atmosfere del nostro vissuto, passaggi del percorso umano che paiono irrimediabilmente lontani da qualunque squarcio sul presente desolante, i versi della poesia “Il silenzio” di Giuseppe Ungaretti;

 “Conosco una città
che ogni giorno s’empie di sole
e tutto è rapito in quel momento “ …

Pochi versi evocanti un’immagine serena .  Il sole di Ungaretti, nell’ entusiasmo per il nuovo giorno e prospettive in volo è ora spento, celato, offuscato reso inoffensivo nella sua capacità di irradiare forza vitale.

Ecco il cammino sacro dell’uomo convertito nella dissennata corsa verso l’oblio.

Le forme sferiche di Francesco Ferlisi possono essere intese proprio come simbolo dell’eterno cammino dell’uomo rimbalzanti a lungo o all’infinito nell’oblio, oppure finalmente volgersi verso la coscienza e la conoscenza, ambedue ferocemente escluse dal gioco di questa società e .. salvarsi.

Tutto il lavoro di Ferlisi, si concede alla grazia particolare della sua sottile ironia, che pervade e travalica l’aspetto fisico-realistico, conducendo direttamente al forte messaggio etico, spirituale, politico o sociale che sia.

Incanta l’opera di Ferlisi nella sua visione onirica, per poi sorprendere, nell’affondo straordinario al cuore, al senso profondo di ogni cosa, in cui mai è reso necessario nessun confronto con lo spazio, il tempo, le convenzioni.

In equilibrio fra gioco ed esercizio spirituale, l’artista, elimina involucri superflui e recupera scheletri di complessità mirando con pacata forza ai valori più alti dell’esistenza.

La meravigliosa e desiderata strada verso la verità, già nell’idea della filosofia platonica, non è percorribile se non in un ambito trascendentale, nei preziosi luoghi dell’immaginazione, del sogno e della coscienza, entro e oltre la visione reale, priva di dramma e confine del Meraviglioso che ci appartiene.

Esposizione Personale

Artista: FRANCESCO FERLISI

Dove: Galleria Alice Schanzer

Piazza del Comune 43 Sutri (VT)

Quando: 30 marzo ore 18.30

Periodo: 30 marzo – 30 aprile 2024

Curatrice: Annarita Rossi

Print Friendly, PDF & Email
Condividi con:
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE