“Dietro una misura presentata come tecnica si nasconde una scelta politica netta: rendere più rapide ed espulsive le procedure di asilo, anche a scapito delle persone vulnerabili. La gestione delle migrazioni continua a essere fatta sulla pelle degli esseri umani, si punta a tradurre in norme anche gli slogan propagandistici più odiosi della destra nazionalpopulista, riducendo le garanzie e svuotando il diritto d’asilo”, dichiara marco Tarquinio, eurodeputato S&D e relatore del Parere sul provvedimento della Sottocommissione Diritti Umani, a margine del voto sul mandato parlamentare per il complesso negoziato tra istituzioni Ue sulle liste dei Paesi terzi sicuri e dei Paesi di origine sicuri. E aggiunge: “La lista europea dei Paesi ‘sicuri’ ignora la realtà delle persecuzioni e delle repressioni in diversi degli Stati inclusi. Inoltre, non sostituisce ma si aggiunge alle liste nazionali, rinunciando così a una vera armonizzazione europea e rischiando di aprire la strada a decisioni politiche arbitrarie”.
“Le contraddizioni – conclude Tarquinio – sono evidenti: indiciamo audizioni pubbliche e riservate e approviamo regolarmente risoluzioni d’urgenza sull’Egitto o sulla Tunisia e addirittura applaudiamo e attribuiamo il Premio Sacharov a chi in Georgia si oppone alle derive autoritarie in quel Paese caucasico, ma contemporaneamente inseriamo questi stessi Stati tra quelli verso cui rispedire i richiedenti asilo. Così l’Unione Europea piccona i princìpi giuridici e i valori umani che afferma di voler affermare e difendere”.




