di REDAZIONE-
VITERBO- Il Comune di Viterbo ha deciso di mettere ordine nel proprio patrimonio immobiliare prima di procedere alla vendita di alcuni beni. Un’operazione necessaria, ma che rivela il caos amministrativo accumulato negli anni: per capire cosa possiede davvero e quanto vale, Palazzo dei Priori ha già stanziato 46mila euro.
La prima spesa, pari a 20mila euro, riguarda l’incarico conferito a un avvocato esterno. Il suo compito è analizzare dieci immobili comunali e ricostruirne l’intera storia amministrativa e giuridica.
L’esperto dovrà verificare provenienza, eventuali vincoli e servitù, situazioni di occupazione o assegnazione, e infine predisporre la documentazione necessaria per evitare complicazioni nelle future aste pubbliche. Un lavoro tra faldoni e carte dimenticate. Altri 26mila euro sono stati destinati a un secondo professionista, incaricato di valutare sei beni tra terreni e fabbricati. Il Comune, infatti, non dispone delle stime di mercato aggiornate indispensabili per procedere alla loro alienazione. L’esperto dovrà quindi effettuare una ricognizione tecnica completa e definire il valore reale dei beni, colmando una lacuna che impediva qualsiasi passo concreto verso la vendita. Questi incarichi preliminari, costosi ma inevitabili, mostrano quanto l’inventario immobiliare del Comune sia poco aggiornato e frammentario. Prima di poter vendere anche solo un immobile, Palazzo dei Priori deve dunque prima capire esattamente cosa ha in mano e quanto vale.









