Panunzi: “Sulla Sanità la Giunta Zingaretti ha invertito la rotta”

belcolle-dal-parcheggioRiceviamo e pubblichiamo dal consigliere regionale Enrico Panunzi: “A pochi mesi dall’insediamento, sulla sanità la Giunta Zingaretti ha dimostrato di voler invertire la rotta per quanto riguarda la provincia di Viterbo. L’ospedale di Belcolle diventerà un Dea di secondo livello e, qualora venissero approvati i Piani operativi di recente emanazione,  nella Tuscia ci sarà un aumento lieve dei posti letto, non abbastanza comunque da compensare il divario con Roma tuttora esistente. Non è importante tuttavia l’entità, ma l’inversione di tendenza che è in atto., oltre al fatto che, come detto, si va verso un Dea di secondo livello ad alta operatività che peraltro è stato uno dei punti più importanti su cui mi sono più battuto dal giorno dell’elezione a consigliere regionale.

 

Assistiamo ad un fatto politico nuovo, del quale va dato atto alla Giunta Zingaretti: si tagliano i posti letto a Roma (circa 750) e si aumentano a Viterbo. Prima non era mai avvenuto. Comunque anche con le nuove direttive sono previsti a Roma 4,16 posti letto ogni mille abitanti: a Viterbo questo rapporto scende a 1,97. I parametri nazionali prevedono l’obbligatorietà di 3 posti letto ogni mille abitanti. Nel Lazio per centrare questo obiettivo, contenuto nella proposta, c’è un solo modo: attingere al bacino di Roma. Siamo quindi di fronte ad una grande attenzione per il territorio, dimostrata da altri fatti: presto saranno concesse 6 deroghe alle assunzioni, che serviranno sia per garantire il servizio 24 ore su 24 ad Emodinamica  che per potenziare altri reparti.  E soprattutto nel 2014 partiranno finalmente i lavori per il corpo A3 dell’ospedale di Belcolle, attesi da tempo immemore. Inizia una nuova stagione che non tarderà a portare i suoi frutti.  

E’ chiaro che ad un numero minore di posti letto corrispondono minori servizi e quindi minor personale. Basti pensare, per esempio, che nella Asl di Viterbo la spesa per il personale incide per circa il 27% sul bilancio complessivo: a Roma tale percentuale sale al 50%. Dal 2004 ad oggi, inoltre, i costi per il personale sono diminuiti dell’8%, a fronte della imposizione normativa che ci imponeva di arrivare all’1,4%. Messi insieme tutti questi elementi fotografano innanzi tutto che negli anni scorsi c’è stato un rafforzamento di Roma a danno delle zone periferiche. Ora si comincia ad andare in direzione opposta per garantire ai cittadini un’offerta sanitaria e standard non discriminanti”.

   

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