Paola Marchetti (Alleanza Sinistra, Verdi, Reti civiche): “Lavoro sociale, figlio di un dio minore”

VITERBO – “Esiste un mondo, quello del lavoro sociale, dove anni di politiche di deregolamentazione hanno prodotto una vera e propria giungla, fatta di sottosalario, assenza di diritti, turni massacranti, tassazione fiscale eccessiva”, sostiene Paola Marchetti, candidata alle elezioni politiche del 25 settembre.
“Soci di cooperative, dipendenti, partite iva, microimprese (dove si è imprenditori e, al tempo stesso, dipendenti), impegnati quotidianamente in una lotta silenziosa per la propria sopravvivenza, mentre svolgono, quasi sempre con abnegazione e professionalità, un lavoro di cura (anziani, malati psichiatrici, dipendenze), reso ancora più indispensabile dalle politiche di smantellamento e di privatizzazione dei sistemi di welfare, che hanno caratterizzato questi anni”, argomenta Paola Marchetti.
“E se quelle persone, nel loro privato, si trovano a doversi dedicare ad un parente, ad un anziano, ad un disabile, anche perché i loro magri stipendi o le magre pensioni di un genitore non consentono altro, si produce un corto circuito perfetto, con l‘ingresso nella categoria del “cargiver”, di cui tanti parlano, ma che nella sostanza significa solitudine di fronte alla malattia, alti livelli di stress, stanchezza fisica e psicologica, magari mentre quelle stesse persone che sono anche madri si sobbarcano anche il lavoro di cura casalingo”, puntualizza Paola Marchetti.
“La politica che si accapiglia in vista del voto del 25 settembre di questo non parla, eppure questa condizione riguarda e tocca milioni di persone ed e’ il frutto delle scelte politiche scellerate che sono state compiute in questi anni, dal Jobs Act che è servito solo a distruggere diritti sul lavoro alle politiche che hanno liquidato e privatizzato i sistemi pubblici di welfare, senza consentire al privato sociale di svolgere alcun ruolo che non fosse quello della supplenza con sempre meno risorse, mentre la complessità della società restituiva una crescita delle psicopatologie, delle dipendenze e delle malattie neurodegenerative, che rendevano e rendono indispensabile il lavoro di cura”, precisa Paola Marchetti.
“Sento che il 25 settembre si confronteranno proposte alternative, ma dove sono questi progetti nella campagna elettorale? A me pare che spesso all’eccesso di scontro sulle persone non corrisponda nulla sul piano della proposta politica” attacca Paola Marchetti.
“Io mi candido perché ritengo che il Jobs Act sia una schifezza, mi candido perché vivo sulla mia pelle l’assurdo regime fiscale delle partite IVA, mi candido perché penso che il lavoro di cura vada sostenuto e valorizzato, non a chiacchiere, ma con idee e progetti, mi candido perché vivo io stessa la solitudine dei cargiver, mi candido perché o la politica è capace di farsi carico davvero dei segmenti più fragili della società oppure non ha ragione di essere, si riduce soltanto a scontro di potere per il potere”, conclude Paola Marchetti.
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