Paolo Siani e Paolo Miggiano sul palco di Ombre Festival 2017

di MARINA CIANFARINI –

VITERBO – “In un Paese normale, quando hai quattordici anni, quello che accade fuori da te non dovrebbe avere molta importanza. Annalisa Durante, uccisa a Forcella in un agguato di camorra il 27 marzo del 2004, con quello che accadeva nel suo quartiere da circa sessant’anni non c’entrava proprio niente, eppure è stata uccisa e con lei il suo futuro.

Giancarlo Siani, giornalista, corrispondente per “Il Mattino” a Torre Annunziata, scriveva di camorra e per questo venne ucciso il 23 settembre del 1985, a bordo della sua Mehari. Due storie, quelle di Annalisa Durante e Giancarlo Siani, distanti cronologicamente ma accumunate dal desiderio di giustizia ed oggi, portate sul palco di Ombre Festival ( 8-15 luglio 2017) a Piazza del Plebiscito, da due protagonisti: Paolo Siani, fratello di Giancarlo, direttore dell’UOC Pediatrica AORN Santobono Pausilipon di Napoli, presidente della Fondazione Po.l.i.s e Paolo Miggiano, laureato in Scienze dell’Investigazione, con master in Criminologia ed in Valorizzazione e gestione dei beni confiscati alle mafie, autore del libro “Ali spezzate. Annalisa Durante. Morire a quattordici anni

A moderare l’incontro, di fronte ad un denso pubblico, l’avvocato Elisa Fornaro e la giornalista Laura Ciulli.

La Mehari verde con a bordo, simbolicamente, le storie di tutte le vittime innocenti della criminalità e dei giornalisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo, accanto al palco, in disparte, ma profondamente centrale nei racconti emersi.

La prima domanda è per Paolo Miggiano, autore di “Ali spezzate”: “Cosa ti ha spinto a raccontare la storia di Annalisa?

Desidera ringraziare Viterbo, in lei i suoi ricordi di giovane militare, poi dritto alla risposta: “Quando fai un lavoro come il mio, in cui incontri per strada la disperazione e la voglia di riscatto di persone come Paolo Siani, che avrebbero il diritto di indignarsi e lasciare la loro città e invece sono rimaste, la voglia di scrivere viene da sé. Sono storie che meritano di essere raccontate. Paradossalmente Annalisa e Giancarlo sono le vittime più conosciute a Napoli ma le loro brevi vite, in Italia, sono ancora poco comprese. Alla scrittura di “Ali spezzate” sono arrivato, incontrando l’umiltà di Giannino Durante, il papà di Annalisa che, come disse Roberto Benigni, “è riuscito a tirar fuori il miele dalla morte”. Lo conobbi in una mattina d’inverno, in compagnia di un mio amico giornalista, in mano aveva una busta di plastica, all’interno tante carte, troppe. Erano fogli di denunce ( circa 80) al clan dei Casalesi. Durante è riuscito a trasformare il dolore in un impegno per un futuro diverso per il suo quartiere, fatto di cultura, legalità e sviluppo.”

Annalisa non è l’unica bambina vittima della camorra. Oltre Annalisa, sono ben ventiquattro i bambini e le bambine caduti sotto i colpi della criminalità organizzata. In “Ali spezzate”, Miggiano, riporta i loro nomi.

Paolo Siani racconta la figura del fratello Giancarlo, il loro legame ancora indissolubile: “Era un ragazzo come tutti gli altri, allegro, con le sue passioni, allenava una squadra femminile di pallavolo e seguiva il calcio. Aveva dei sogni, il maggiore: voleva fare il giornalista. Poco più che ventenne muoveva i primi passi all’interno di quel mondo era, come amava definirsi, un “precario ancora alle prime armi”.

Fu mandato a Torre Annunziata, lì iniziò a collaborare con “Il Mattino”. Non era fissato con la camorra, lui raccontava i fatti. Un giorno, dovette parlare di un arresto, quello di un boss. Eppure, egli non si limitò a dare la notizia, cercò di capire l’accaduto, scrisse la sua idea. In terre difficili come la Campania fare questo è pericoloso. E gli costò la sua giovane vita.”

E’ di nuovo la volta di Paolo Miggiano e, alla domanda: “E’ cambiato qualcosa da quei giorni?” egli, perplesso, risponde: “Dire che è rimasto tutto come un tempo sarebbe da ipocrita ma non è stato fatto tutto ciò che è stato promesso. Paolo Siani ha impiegato più di 10 anni ad avere giustizia e pensare che, quando si recò a prendere la Mehari per portarla a casa, al suo interno trovò l’agenda di Giancarlo, nonostante, in più occasioni, avesse ricevuto la rassicurazione: “Non tralasceremo nessuna pista”. Quando muore qualcuno si dovrebbe fare tutto quello che è possibile fare.

Ad Annalisa è stata intitolata una scuola, peccato che in quella scuola, sul terrazzo, la famiglia camorristica dei Giuliano aveva costruito una dependance. In questi casi è necessaria, quindi, la penna forte di un giornalista.”

Paolo Miggiano parla di droga, lo fa con la rabbia nel cuore: “Quando entro nelle classi non trovo disegni che spieghino cos’è la cocaina, quali sono i suoi danni. Vorrei non vedere questi silenzi ed incontrare persone come Don Merola, il parroco di Forcella che aiutava i giovani del quartiere, denunciando chi spacciava  anche vicino alla chiesa e per questo minacciato. Sono stanco di sentire che alcune droghe fanno male, altre no. Spieghiamo ai giovani che le droghe uccidono.”

L’autore Paolo Miggiano ha ricevuto numerosi premi grazie al suo “Ali spezzate” ma il più bello, secondo le sue considerazioni, è il 20esimo ottenuto, l’ultimo: “E’ il premio delle mamme. Mi scrivono che i loro figli, alle cinque del mattino, sono svegli perché il mio libro gli provoca emozioni. E pensare che, inizialmente, credevo di rivolgermi ad un pubblico adulto…”

Giancarlo Siani, a dire del fratello, non aveva paura: “Scriveva in maniera intelligente e non era preoccupato, forse, fatta eccezione, quella mattina. Non aveva nessuna scorta, ma solo una eccentrica macchina di plastica. E’ lui che muove le cose, ne sono certo. Porto avanti la sua memoria perché sono arrabbiato, le lacrime scendono ancora ma rifiuto di rassegnarmi.”

Paolo Siani, un uomo segnato dal passato, 30enne all’epoca dei fatti racconta al pubblico le mille vicissitudini di quella Mehari: il rifiuto iniziale di portarla a casa, poi la riscoperta grazie al film di Marco Risi e l’amore dei Napoletani per la vettura. Oggi, 12 luglio 2017, in Piazza del Plebiscito a Viterbo.

Un incontro, quello odierno, che ha segnato la folla presente.

   

Articoli Correlati

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI
Lazio, ok in commissione a proposte di legge su equo compenso e “riders”LEGGI TUTTO
ROMA – Passano all’esame dell’Aula due provvedimenti che ampliano le tutele per i professionisti e per i lavoratori digitali. La Commissione
Nella grande riunione dell’8 marzo a Milano, l’ex campione d’Italia dei pesi welter Dario Morello debutterà con i colori dell’OpiLEGGI TUTTO
Venerdì 8 marzo, al Superstudio Più di Milano, Dario Morello debutterà con i colori dell’Opi Since 82 nel corso della
Comuni Ricicloni, Cori al 72% di differenziataLEGGI TUTTO
CORI – Il Comune sostiene la necessità di un impianto pubblico provinciale per contrastare il monopolio privato che non consente di
Regione Lazio, firmato il protocollo d’intesa tra il dipartimento per l’informazione e l’editoria e la III commissione della Regione LazioLEGGI TUTTO
ROMA-  Si è tenuta stamattina, nella Sala Latini del Consiglio Regionale del Lazio, la conferenza stampa di presentazione del protocollo
Imprese, Unindustria: “Industria 4.0 strada maestra per far crescere Pmi”LEGGI TUTTO
ROMA-  Si è svolto oggi presso la sede romana di Unindustria, l’incontro “Impresa 4.0, Germania – Italia, esperienze a confronto”
Spes Alberobello: inizia uno spumeggiante 2019 all’insegna delle due ruote per tutte le etàLEGGI TUTTO
L’Hotel Sovrano di Alberobello ha tenuto a battesimo di recente la presentazione della Spes Alberobello per l’anno solare 2019.  
Forza Italia: “Augurio di pronta guarigione al sindaco di Fabrica ScarnatiLEGGI TUTTO
VITERBO – Riceviamo dal Coordinamento Provinciale di Forza Italia di Viterbo e pubblichiamo: “L’intero Coordinamento Provinciale, il Vice Coordinatore Regionale Senatore
Corsi di attività fisica per pazienti diabetici, presso la palestra del Liceo “Mariano Buratti”LEGGI TUTTO
VITERBO – “Fitness della salute ed esercizio fisico come farmaco, il movimento come terapia. Prevenzione e cura con l’esercizio fisico”.
Pittura emozionale, una mostra al Centro Polivalente di RonciglioneLEGGI TUTTO
di MARINA CIANFARINI – RONCIGLIONE ( Viterbo) – “A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per
“Il verso giusto”, a Sutri una manifestazione di protesta contro la nuova viabilita’. Sabato 23 febbraioLEGGI TUTTO
SUTRI ( Viterbo) – Riceviamo dal Comitato Cittadini Commercianti “Il verso giusto” e pubblichiamo: “Sutri si mobilita e scende in