Parte il tour sulle carceri del Pd:”Situazione complicata, ma non drammatica a Mammagialla”

mazzoli leva faviLa conferenza stampa nella sede del Pd viterbese sulla “questione Mammagialla”, inizialmente prevista alle 12,45, slitta di una buona mezz’ora, ma il ritardo è giustificato.

 

Alessandro Mazzoli, affiancato dal presidente del Forum Giustizia del Pd Danilo Leva e da Sandro Favi, responsabile democratico del problema carceri, spiega subito che il mancato rispetto dell’orario è dovuto al protrarsi della visita, “una visita – le parole dell’ex presidente della Provincia – che si inserisce nel quadro di un’iniziativa a livello nazionale (nel giro di un mese Favi, Leva ed altri esponenti Pd visiteranno le carceri di Busto Arsizio, Firenze, Bologna, Bari e Palermo, ndr) – sia per mostrare attenzione sia per raccogliere elementi per rafforzare la nostra iniziativa parlamentare. Seppur la direttrice (del carcere Mammagialla, Teresa Mascolo, ndr) non ha parlato di sovraffolamento, in realtà lei stessa ha parlato di ‘affollamento'”.

 

La legge prevede infatti che l’istituto di pena viterbese ospiti al massimo 440 detenuti, mentre attualmente i ristretti sono 684, “e questa – prosegue Mazzoli – viene considerata una cifra di tollerabilità. Ma l’affollamento c’è ed amplifica i problemi sia di tipo strutturale sia di tipo sistemico. E’ del tutto evidente, comunque, che per risolvere una questione che riguarda il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo si debba procedere su più livelli.bandieraPD Il Pd ha preparato un disegno di legge. Noi (questa mattina, ndr) abbiamo raccolto informazioni e a nostro modo di vedere ci sono delle priorità: rafforzamento del personale, il tema degli educatori ed il rapporto tra dimensione carceraria e dimensione sanitaria. Credo sia giusto sollecitare sia la direzione sanitaria sia la stessa regione Lazio affinché mettano a disposizione risorse adeguate e non soltato lo stretto necessario“.

 

“Qui a Viterbo non abbiamo situazioni catastrofiche – esordisce Sandro Favi – come celle pensate per due persone con dodici persone… Il Parlamento da qualche mese ha aperto la strada ad una maggiore considerazione delle misure alternative. Ma servono riforme strutturali, come introdurre l’istituto della messa alla prova anche per gli adulti. Se funziona per i minorenni perché non dovrebbe funzionare anche per gli adulti? (e qui il pensiero, purtroppo, va immediato allo straziante caso della ragazza stuprata a Montalto di Castro, un caso che ancora oggi scuote l’opinione pubblica, ndr).

 

“Comunque – riprende Favi – serve un intervento del Governo sul personale. Mancano 1000 educatori. A Roma Regina Coeli e Rebibbia sono diretti da un solo direttore. A Viterbo ci sono 6 educatori di cui 2 sono ‘in prestito’ e a breve andranno via, dunque non c’è nemmeno un educatore per cento detenuti. Per non parlare degli agenti…”.

 

E qui i numeri parlano altrettanto chiaramente: attualmente a Mammagialla ci sono 470 unità, ma solo 316 sono effettivi perché 79 prestano servizio al di fuori dell’istituto viterbese. Il problema, come sottolinea lo stesso Favi, è che anche gli agenti di Polizia Penitenziaria possono ammalarsi o avere bisogno di ferie: “Se gli agenti non ci sono, ciò si ripercuote sull’ufficio matricola, sulle traduzioni, i piantonamenti… insomma credo che il personale sia il cuore del problema”.

 

logo pdBello galvanizzato dalla fresca vittoria elettorale nel congresso provinciale Andrea Egidi prima sottolinea: “L’esito del congresso è stato positivo…” poi aggiunge: “personalmente avevo già raccolto le problematiche degli operatori cercando di non strumentalizzare la situazione. Credo sia significativo che il Pd abbia deciso di dedicare una giornata al Mammagialla. La situazione è complicata, ma non drammatica”.

 

Tutte le dichiarazioni degli esponenti del Pd, in ogni caso, si inseriscono in un quadro che non può prescindere dalla ferma volontà di portare avanti il disegno di legge Pd e dalla convinzione che la questione carceri non si risolva costruendo “qualche carcere in più”.

 

Articolato ed inneggiante ad una “rivoluzione culturale” l’intervento del responsabile del Forum Giustizia Danilo Leva: video 1 e video 2.

 

Accorato, invece, l’appello di Alessandro Mazzoli: “Il Mammagialla deve essere considerato parte del nostro territorio. Lì dentro ci lavorano associazioni da quando è stato creato e queste associazioni svolgono un lavoro prezioso. Il tema del reinserimento ha molto a che fare col tema istituzionale. Sul tema sanitario: l’atto aziendale poi sospeso prevedeva un’unità semplice e non una complessa”.

 

A questo punto il solito cronista ‘rompib…e’ interrompe Mazzoli: “Quindi è un bene che l’atto sia stato sospeso?”. Egidi, sottovoce, si lascia scappare un “ma che c’entra? Mica l’hanno sospeso per quello!”. Mazzoli invece riprende il discorso: “Noi diciamo solo che non basta un’unità semplice…”.

 

Il punto focale della conferenza, comunque, è un altro: “Dopo la sentenza Torreggiani (leggi qui) l’Italia rischia di pagare multe dai 2500 euro ai 25mila per ogni detenuto che faccia causa allo Stato” spiega Sandro Favi. Per la serie “meglio correre ai ripari” entro maggio 2014, termine ultimo concesso dall’Ue per consentire all’Italia di tornare ad essere un paese civile. Prima di far scattare le multe. 70 i miliardi che rischierebbe di perdere il Belpaese…

 

Altre questioni sollevate: attualmente l’amministrazione penitenziaria deve fornire i pasti a tutti i detenuti, ma avendo questi ultimi la possibilità di ricevere cibo dai familiari, vengono somministrati più pasti del necessario (con conseguente aumento dei costi affrontati, ndr); “rimettere mano al sistema delle prescrizioni – le parole di Leva – negli ultimi anni sono stati allungati i tempi della prescrizione e si è compresso il dibattimento”, ovvero quella fase del processo in cui il giudice ascolta le ragioni dell’accusa e della difesa (il momento più “democratico” di qualsivoglia azione giudiziaria, ndr); “con piccoli stanziamenti – conclude Favi – si potrebbero liberare 4500 posti per detenuti tra i 202 istituti penitenziari, però il problema resta sempre la carenza di personale”.

 

Tornando al Mammagialla ecco la fotografia scattata nella mattinata: mentre la capienza regolamentare è di 440 unità e la soglia “tollerabile” è di 639, al momento sono recluse 684 persone di cui 50 per il 41bis, 138 in alta sicurezza e con un 33% di stranieri in gran parte maghrebini e slavi (specialmente rumeni e albanesi, ndr).

 

Almeno fino al “libera tutti” degli improvvidi svuotacarceri ciclicamente riproposti come panacea dei mali delle carceri italiane.

   

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