di REDAZIONE-
VITERBO- Dal primo maggio l’ospedale Santa Rosa attiverà il servizio di partoanalgesia, pensato per offrire alle donne la possibilità di affrontare il parto senza dolore e con maggiore consapevolezza. Le prime visite partiranno nello stesso mese, mentre già da ora nei consultori è possibile avviare il percorso informativo e preparatorio.
Il progetto, presentato stamani alla Cittadella della salute alla presenza dei vertici della Asl ( il direttore generale Egisto Bianconi, Assunta De Luca, direttrice sanitaria Asl di Viterbo, la direttrice amministrativa della Asl, Simona Di Giovanni, Giorgio Nicolanti, direttore del dipartimento della salute della donna e materno infantile, il direttore dell’unità operativa di Anestesiologia e rianimazione dell’ospedale Santa Rosa, Aristide Pellegrini, Giorgio Bracaglia, direttore dell’unità operativa di Pediatria dell’ospedale Santa Rosa, Antonella Ambrosini, dirigente dell’area ostetrica del governo delle professioni sanitarie e sociali) e del consigliere regionale Daniele Sabatini, nasce con l’obiettivo di garantire equità, libertà di scelta e maggiore supporto alle future madri. Come sottolineato dalla direzione sanitaria, il servizio accompagna la donna fin
dalle prime fasi della gravidanza, fornendo informazioni dettagliate e un’assistenza continua anche nel post partum, grazie all’integrazione con la rete consultoriale.
La partoanalgesia, basata principalmente sull’anestesia epidurale, sarà disponibile in totale sicurezza, con monitoraggi costanti e la presenza di anestesisti 24 ore su 24. I responsabili del reparto hanno evidenziato come si tratti di una tecnica affidabile che non interferisce con l’allattamento e risponde alle principali preoccupazioni delle pazienti.
Il nuovo servizio non intende sostituire l’esperienza naturale del parto, ma ampliare le possibilità a disposizione delle donne, lasciando a ciascuna la libertà di scegliere come vivere questo momento. Centrale sarà il lavoro di squadra tra ostetriche, anestesisti e altri professionisti, per garantire un’assistenza personalizzata e di qualità.
Un elemento rilevante è la gratuità della prestazione, non sempre scontata in ambito anestesiologico. L’iniziativa punta anche a evitare che le donne siano costrette a spostarsi fuori provincia per accedere a questo tipo di servizio, rafforzando così l’offerta sanitaria locale.
Nel complesso, l’introduzione della partoanalgesia rappresenta un passo importante verso un modello di cura più attento ai bisogni delle donne, fondato su informazione, sicurezza e libertà di scelta.



















