Pasolini 100-la poetica del Locus amoenus

di AURORA MONTANARO-

VITERBO – Il Locus da la vita il Locus da la morte è visto nella metafora di vita scrigno di vecchi valori, testimonianze e tradizioni che come gli elementi del cosmo dai lui è forgiato, resiste imperterrito ad ogni deformità, straniamento dello spazio di una società moderna ormai vittima dell’omologazione-mercificazione del Capitalismo e burocrazia-economia del consumo di massa. Ecco là a perenne memoria il Locus come rifugio vive ancora nella sacralità dei sentimenti umani che lo hanno dissodato ed antropizzato con l esodo del mulo tra pesti giovinetti impastati nel tufo tra irte mura che si stagliano come ancora ancestrale di salvezza tra un Locus prenazionale e non industriale fordista, tecnicistico- moderno. Tra presagi benevoli e maligni, Uccellacci e uccellini il Cristo umano proletario diventa pagano-cristiano un battesimo di iniziazione alla Vita nel presagio crepuscolare di morte culturale, consacrazione e rinascita verso un Varco di speranza da testamento umano dove inumana si spera non sia ogni idea e realtà di questo povero mondo umano che ai poveri toglie il pane ai poeti la pace.

 

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