di REDAZIONE-
ROMA- In una Piazza San Pietro gremita di fedeli, Papa Francesco si è affacciato alla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro per impartire la tradizionale benedizione Urbi et Orbi, al termine della solenne messa di Pasqua, celebrata dal cardinale Angelo Comastri. Accolto da calorose ovazioni, il Pontefice ha rivolto poche parole: “Cari fratelli e sorelle, Buona Pasqua. Incarico il Maestro delle Cerimonie di leggere il messaggio”, lasciando poi la lettura al maestro delle celebrazioni liturgiche, monsignor Diego Ravelli.
Durante l’omelia, letta sempre dal cardinale Comastri, è stato ribadito con forza il messaggio centrale della Pasqua: Cristo è risorto, è vivo! Papa Francesco ha voluto sottolineare che Gesù non
è una figura del passato, né un semplice ricordo o una statua da museo. “Non si può rinchiudere in una bella storia da raccontare”, si legge nel testo. Cristo risorto è una presenza viva, da cercare nella quotidianità, nel volto dei fratelli, nella sofferenza e nei gesti semplici dell’amore.
Il messaggio pasquale è dunque un invito all’azione, a non restare fermi ma a mettersi in cammino, a cercare Gesù ovunque, tranne che nel sepolcro. Egli “dimora in mezzo a noi”, nascosto nelle situazioni più semplici e imprevedibili della vita, nei dolori condivisi e nelle gioie silenziose.
Il Papa ha anche ricordato il prossimo Giubileo come un’occasione per rinnovare la speranza, immergendo in essa le nostre inquietudini e affidando a essa il futuro dell’umanità. “Non possiamo parcheggiare il cuore nelle illusioni di questo mondo o rinchiuderlo nella tristezza”, ammonisce Francesco. L’invito finale è a correre incontro a Gesù, riscoprendo la gioia di essere suoi amici e testimoni della sua resurrezione.
Un messaggio forte e vibrante, che richiama ogni cristiano a una fede viva, dinamica e concreta, capace di illuminare anche i momenti più bui della vita.













