Passaggio dalla Tarsu alla Tari: Confcommercio ha fatto i conti

Confcommercio ha fatto i conti sugli effetti per le imprese del passaggio dalla Tarsu al nuovo tributo Tari sui rifiuti urbani introdotto con la legge di stabilità.L’aumento medio dei costi nel 2014 sarà pari al 290 %.L’importo varia secondo la tipologiabar di impresa: per un bar sarà oltre il 300 %,per un ristorante del 480 %,per ortofrutta oltre il 600 %,per discoteche 680%,bar -caffè-pasticceria 314 %,supermercati-macellerie-generi alimentari-alberghi senza

ristorante 118 %,campeggi-benzinai-impianti sportivi 89 %,edicole-farmacie-tabacchi 77 %,abbigliamento-calzature-librerie-cartolerie,ferramenta 46 %. Confcommercio sottolinea che si tratta di ” incrementi molto rilevanti e ingiustificati che derivano essenzialmente dall’adozione di criteri presuntivi e potenziali e non dalla reale quantità di rifiuti prodotta.Una pesante penalizzazione per il sistema delle imprese della distribuzione e dei servizi di mercato che impone la necessità di rivedere al più presto le strutture dell’attuale sistema di prelievo sulla base del principio “chi inquina paga” e ridefinire con maggiore puntualità coefficienti e voci di costo distinguendo in particolare tra utenze domestiche e non domestiche e tenendo conto anche degli aspetti riguardanti la stagionalità delle attività economiche.Questa situazione data la crisi economica “sarebbe davvero insostenibile per le imprese e graverebbe in generale sull’intero sistema Paese con conseguenti effetti in termini di riduzione dei consumi”.

   

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