Una passeggiata tra Chiese e tradizione in occasione di “Soriano Incantato”

SORIANO NEL CIMINO (Viterbo) – Ieri pomeriggio in occasione di “Soriano Incantato”, Festival dell’Organo e della Musica Sacra, organizzato dal Comune di Soriano nel Cimino, dalla Pro loco e dalla Cappella musicale Costantina di Roma, si è tenuta un’ interessantissima passeggiata alla scoperta delle Chiese del paese, per conoscerne l’arte, la tradizione e la cultura, a cura dell’Associazione Terzo Millennio.
L’incontro, presenziato dell’assessore alla cultura Rachele Chiani e condotto dall’archeologa Francesca Ceci, è iniziato alle 16.45 presso la chiesa principale del paese, il Duomo dedicato a San Nicola di Bari, patrono di Soriano. La costruzione, risalente al 1782-91, in puro stile neoclassico, è stata realizzata su progetto di Giulio Camporese nel luogo in cui sorgevano le due pievi trecentesche dedicate a Sant’Eutizio e alla SS. Annunziata. All’interno la struttura vanta pregevoli dipinti settecenteschi dell’artista Pietro Tedeschi, statue tra le quali la preziosa scultura tardo gotica del Vecchietta dedicata a Sant’Antonio Abate, una fonte battesimale rinascimentale e nella canonica un trittico risalente al XV secolo. Il percorso poi ha fatto tappa presso la chiesa di Sant’Eutizio dentro le mura, di origine medievale poi modificata in stile rinascimentale dalla famiglia Albani. Tra le eccellenti opere che conserva, si incontra l’oliario marmoreo di Andrea Bregno, allievo di Michelangelo, raffigurante il battesimo di Cristo, la colomba dello Spirito Santo e due angeli oranti. Nella chiesa si ammira anche un pregevole dipinto dell’artista polacco Taddeo Kuntze, il quale sempre a Soriano ha affrescato la volta della preziosa chiesa di Sant’Agostino, costruita su progetto di Nicola Fagioli, allievo di Luigi Vanvitelli.

L’itinerario ha poi raggiunto la stupenda chiesetta della Misericordia, vero gioiello del paese, che conserva una serie di preziosissimi affreschi trecenteschi raffiguranti la Madonna in trono con santi all’interno dell’abside, il Giudizio Universale sulla parete laterale destra, un arazzo di altissima manifattura, un organo ottocentesco, la chiesetta risulta essere un vero palinsesto di elementi di alto valore artistico. Il percorso si è poi concluso presso la Culla o “Cuna” di Santa Rosa, dove nel 1250, la piccola Rosa da Viterbo, a seguito dell’esilio emesso dell’imperatore Federico II di Svevia, trovò rifugio in un piccolo ambiente ipogeo sotto al Castello. Ringraziando tutti per la partecipazione attiva, l’appuntamento viene rinnovato per l’anno prossimo alla scoperta di Soriano e delle sue meraviglie incantate.
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