Paul Whitehead a Viterbo tra racconti, rivelazioni e smentite

di SIMONE CHIANI-

VITERBO – Ideatore e creatore di numerosi quadri-copertine dei dischi di gruppi rock anni ’70 di fama internazionale, dai Genesis ai Van der Graaf Generator, Paul Whitehead sbarca ufficialmente con le sue creazioni nella Città dei Papi, attraverso una mostra nella Sala Anselmi di Via Saffi; oggi l’inaugurazione dell’esposizione, che si protrarrà fino al 14 novembre 2022.

L’illustratore, presente in prima persona nel nostro capoluogo, ha deciso rispondere a qualche domanda.

  • Ciao Paul. Quando hai conosciuto Viterbo?

Sono stato qui la prima volta nel 2002, per un festival di progressive music, “Radici”, con artisti davvero bravi. Con Marco Naldi [organizzatore dell’evento] eravamo alla ricerca di un posto per una mostra: cercammo un edificio senza trovarlo. Alla fine creammo uno spazio apposito, di quelli temporanei.

Marco è stato davvero energico e accogliente, fin da subito. Mi ha portato alle terme, per la città, a vedere i luoghi dei Papi, e mi ha raccontato molto bene la storia della città, anche degli etruschi.

  • I tuoi disegni mirano alla suggestione. Saresti in grado di trovare qualcosa di tanto suggestivo e misterioso anche nella città di Viterbo? 

Mi è capitato spesso di essere qui e vagare per le strade, i vicoli. Quello che ho pensato è stato: wow, cosa sarà successo in queste strade, secoli e secoli fa?

  •  Che ricordi hai della tua ultima mostra qui in città?

Solo bei ricordi. Ero qui per il “Caffeina Festival”. Mi misi anche a fare dei disegni, lì per lì, sulla sabbia, per la strada.
Avrei molte storie da raccontare qui. Sono stato coinvolto spesso in città.

  • Secondo alcuni, la copertina di Trespass (album dei Genesis) è nata in seguito a un tuo scatto di rabbia perché non trovavi un disegno che ti soddisfacesse. E’ vero?

Assolutamente no. E’ falso. La vera storia è un’altra.

Inizialmente, i Genesis avevano in mente un album dai suoni romantici, quindi il mio lavoro iniziò in quella direzione. Dovevano essere un re e una regina che guardavano il paesaggio al di fuori delle finestre, con Cupido che si affacciava da fuori.
Iniziai a lavorare, arrivai al 50% dell’opera. A quel punto, loro mi dissero: “Ciò che avevamo in mente non va più bene”.  Io risposi: “Ma come? Sono già a metà!”. Eppure, ormai avevano deciso: “Abbiamo scritto una nuova canzone chiamata ‘The Knife’, molto violenta”. Ma io non volevo distruggere il mio disegno. Così iniziai a pensare: come fare per tenere questo lavoro così com’era? Arrivai alla conclusione che proprio lì, su quell’ambiente romantico, andasse inserito un coltello. Un vero coltello.

E’ stata semplicemente una soluzione: mantenere il lavoro che avevo fatto nonostante le richieste dei Genesis. Quando dissi loro di volerlo fare, provarono a bloccarmi per salvaguardare il disegno. Ma io lo feci comunque, e loro rimasero entusiasti del risultato finale.

  • Qual è il lavoro di disegno a cui sei più legato personalmente?

Quello che ho fatto ieri. Da sempre. Potrei trovarne qualcuno che, storicamente, mi piace di più, ma significherebbe andare a pescare lavori di 50 anni fa, e non ne trovo il senso.

Penso che le cose più interessanti siano nel presente.

Hai visto il mio ultimo lavoro “Watcher in the sky”?

  • Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Il progetto principale riguarda uno dei miei lavori da scrittore. Due anni fa ho scritto una storia di fantascienza, ambientata nel 2050 in un’Inghilterra divenuta parte del “terzo mondo”; nella storia, gli inglesi si accorgono che è diventato troppo costoso usare le prigioni per rinchiudere le persone, così decidono che chiunque commetta crimini debba essere inserito in una camera in grado, elettronicamente, di portare in avanti l’età delle persone, di “invecchiarle”. Così, se la condanna è 5, 10 o 15 anni, il condannato sarebbe diventato immediatamente più vecchio di 5, 10 o 15 anni.

Due aziende televisive vogliono fare una serie su questo mio lavoro.

Anche se non è mai stato pubblicato come libro, ha vinto un premio a Los Angeles, e ora stanno lavorando su questa serie. 

Non è una buona idea?

Nota: L’intervista è stata svolta interamente in lingua inglese, pertanto quella che appare in questo articolo è una traduzione, fedele quanto più possibile all’originale.

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