Per raggiunti limiti d’età il Vescovo Lino Fumagalli deve rinunciare all’incarico

di REDAZIONE-

VITERBO – Il vescovo Lino Fumagalli ha compiuto 75 anni e dovrà, per raggiunti limiti di età, presentare al Papa la lettera di rinuncia all’incarico, secondo le norme canoniche. Il nuovo vescovo sarà nominato dal Papa, ma tra la rinuncia del vescovo Fumagalli e la nomina del nuovo, potrebbe passare del tempo. Il Vescovo Lino rimarrà vescovo emerito. Cresciuto a Roma, dopo la licenza in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e la licenza in diritto canonico alla Lateranense, fu ordinato presbitero il 24 luglio 1971 nella cattedrale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a La Storta, da parte dell’arcivescovo Andrea Pangrazio per la sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina. Vicario della parrocchia della Madonna di Fatima nel quartiere della Massimilla a

Il Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli

Roma, Fumagalli è stato poi vicario parrocchiale di San Giuseppe a Santa Marinella fino al 1977, quando ha ricoperto l’incarico di parroco di Sant’Angela Merici a Santa Severa, fino al 1984. A partire dal 1978 è stato docente del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, di cui sarà rettore dal 1984 al 1993, insegnante, dal 1981, anche dell’istituto di Scienze religiose della Pontificia Università Gregoriana di Roma e poi anche direttore del Centro regionale vocazioni e della Scuola diocesana di teologia “Cardinale Eugenio Tisserant”. Il 31 dicembre 1999 papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Sabina-Poggio Mirteto, diventando, nel 2008, amministratore apostolico di Tivoli e dal 2002 membro della congregazione delle cause dei santi. L’11 dicembre 2010 papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Viterbo, succedendo a Lorenzo Chiarinelli, anche lui dimessosi per raggiunti

Mons. Lino Fumagalli 

limiti di età. Fumagalli è il vescovo del dialogo, della solidarietà, con un occhio attento sempre agli ultimi, ai più deboli. Con lui sono state portate avanti anche tante opere importanti come la chiusura dei lavori presso la chiesa di Villanova, la riapertura di edifici di culto, prima ristrutturati, come la chiesa del Gonfalone.

 

Print Friendly, PDF & Email