Piano di zona, Giovane Italia a Fersini: “Consulenza a peso d’oro, una vergogna!”

Riceviamo dalla Giovane Italia Coordinamento Provincia di Viterbo e pubblichiamo: “Scandalo ai Servizi sociali. 6000 euro per un mese di lavoro”. E’ il gridogiovane italia di indignazione della Giovane Italia a seguito della delibera con cui l’Assessorato ricerca un professionista per il Piano di Zona/Distretto Vt3. “Consulenze esterne che passione! – stigmatizza il movimento giovanile – L’amministrazione Michelini, pur lamentando difficoltà economiche,

tende a privilegiare lo spendere i soldi dei cittadini per incarichi che potrebbero essere assolti dai tecnici comunali. I viterbesi sono costretti quindi a pagare due volte lo stesso servizio: i dipendenti del Comune deputati a tale funzione (nella fattispecie per il Piano di zona sono ben 8 le Amministrazioni in cui individuare le giuste professionalità) e il progettista esterno.

Un modo di procedere che piace molto agli attuali amministratori nonostante professino la voglia di attuare la Spending review anche nelle piccole cose”. “La riflessione sorge spontanea: o non si fidano delle professionalità che operano all’interno di Palazzo dei Priori e delle pubbliche amministrazioni o gli assessori preposti non hanno le capacità per gestire gli uffici. Oppure, intendono favorire il lavoro per pochi eletti e con onorari decisamente allettanti: 5000 euro più Iva – che si traducono in 6000 – per 30 giorni di lavoro”.

“In un periodo di crisi spendere soldi pubblici in incarichi esterni è come minimo una mancanza di rispetto verso i cittadini, se a farlo è addirittura un assessorato dove anche una piccola somma si può tradurre in aiuto concreto a famiglie e persone in situazioni di disagio economico è una vergogna!” “Se le voci e le perplessità circolanti sull’eventualità che l’amministrazione potrebbe aver già individuato il nome del professionista risultassero veritiere, saremmo di fronte a un episodio di inaudita gravità, uno scandalo. Senza considerare –incalza il movimento – lo schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che, giustamente, auspicano a parità di merito uguali possibilità per tutti, senza favoritismi di sorta. Ma Fersini – chiosa la Giovane Italia – non doveva essere il garante (sic!) della trasparenza?”.

   

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