Piano industriale di Unicoop Tirreno: le azioni

Approvato dal Consiglio di Amministrazione e presentato nelle sue linee alle Organizzazioni Sindacali, il Piano Industriale che delinea le azioni per riportare a reddito Unicoop Tirreno inizia il percorso di attuazione.
Il cuore è rappresentato dalle azioni previste per migliorare la gestione caratteristica e dalle azioni per ridurre i costi.
Il Piano si sviluppa su tre anni, prevedendo azioni migliorative, nella gestione e nel recupero costi e prevedendo incrementi di concorrenza e costi di adeguamento con l’obiettivo di arrivare ad un risultato di bilancio positivo per 1,5 milioni nel 2019.

Le azioni previste nella gestione commerciale.
In Toscana interventi per il miglioramento dell’offerta e della marginalità, in una rete sostanzialmente adeguata alle necessità di rilancio, con l’eccezione di una decina di punti di vendita minori che sono sottoposti ad analisi più approfondite per deciderne la prospettiva: rilancio, cessione o chiusura. L’obiettivo è avere una rete in grado di competere ovunque e che produca reddito.
In Lazio e Umbria si è avviata una collaborazione con Coop Alleanza 3.0 sulla definizione degli assortimenti, sulle politiche di vendita e promozionali e sulla logistica dalla quale ci si attende un miglioramento delle vendite e della marginalità. Anche in queste aree la rete di vendita è in analisi, su numeri di punti vendita più contenuti anche perché alcune operazioni di cessione sono già state fatte nei mesi passati.
In tutta la rete si lavorerà anche per ridurre i costi di funzionamento; da nuovi sistemi di gestione dell’energia e dalla revisione delle procedure di manutenzione ci si aspetta un recupero di 6,5 milioni in 3 anni.
Nel Piano si delinea anche uno sviluppo ulteriore dei rapporti di franchising.
Le azioni previste per i costi di sede (Vignale).
Costi di sede molti alti erano evidenti anche prima. Le scelte fatte negli ultimi mesi con la nascita della società Distribuzione Lazio Umbria e l’accordo con Coop Alleanza 3.0, la cessione di alcuni punti di vendita della Campania e del Lazio, il passaggio ad una nuova società dell’e-commerce di Roma, il passaggio della gestione del Magazzino di Anagni, ecc. rendono ancora più evidente la necessità di mettere mano all’organizzazione di sede per adeguarla ai reali compiti e ridurre il costo.
Nel Piano si prevede un recupero di 8,7 milioni di euro in 3 anni sul costo del personale di sede.
Si sta lavorando per definire il perimetro dell’organico necessario e per individuare le strade di gestione di una fase di profondo cambiamento. Sui costi di sede è previsto anche un recupero nell’arco del piano di altri 4,2 milioni di euro di costi non del personale.
Già si è attuato un profondo ricambio del gruppo di Direzione, con l’ingresso, oltre al Direttore Generale, di altri 2 Direttori Commerciali, di un Direttore alle Operations e di un Direttore al Controllo e Bilancio; è uscito il Direttore Generale Attività Caratteristica. Altri cambiamenti nel gruppo dirigente seguiranno nel prossimo periodo.

Le azioni previste per la gestione finanziaria e immobiliare.
La gestione immobiliare è in revisione con il proposito di cedere gli immobili non strumentali per l’attività caratteristica.
Nell’area finanziaria, dopo la conclusione della sottoscrizione da parte della nuova società Il Ponte (formata dalle cooperative di consumo e da Coopfond) degli strumenti finanziari partecipativi, si prevede di gestire partecipazioni, investimenti, liquidità con la tradizionale prudenza d’impiego e di arrivare nell’arco del triennio a diminuire l’entità del prestito sociale e a cercare in parallelo di incrementare il patrimonio autonomo in modo da avere le condizioni per rimborsare i sottoscrittori della società Il Ponte nell’esercizio 2019 (rispettando il rapporto prestito/patrimonio fissato dalla Banca d’Italia).
L’attuazione del Piano Industriale richiederà un impegno straordinario di tutta la struttura anche per le difficoltà economiche complessive che condizionano la vita di qualsiasi impresa, e sacrifici.
Non sarà un impegno semplice, ma è la condizione per dare prospettiva alla Cooperativa, a chi ci lavora, ai soci e alle comunità di appartenenza.
“Io e i miei principali collaboratori, insieme con il Presidente Marco Lami, siamo determinati ad applicare le linee di piano – afferma il Direttore Generale Piero Canova- con coerenza e severità. Ascolteremo tutti, dalle Organizzazioni Sindacali ai rappresentanti delle comunità, siamo aperti al confronto, ma abbiamo un compito non rinviabile né negoziabile: quello di riportare a reddito una Cooperativa da troppi anni in sofferenza”.

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