Piazza del Plebiscito e palazzo dei Priori: cosa vedere

di ROSANNA DE MARCHI-

VITERBO- Eccoci arrivati in quella che ogni Viterbese continua a chiamare Piazza del Comune e che è, dal 1200, il centro della città. La piazza fu ricavata in un posto occupato in gran parte dal cimitero della chiesa di Sant’Angelo in Spatha e comprende, oltre la chiesa, i palazzi che ancora oggi ospitano gli uffici del Comune. Al centro si trova il Palazzo dei Priori. Attraverso un corridoio questo è messo in comunicazione con il Palazzo del Podestà, che sta alla sua sinistra. A destra c’è, invece, il Palazzo del Capitano del Popolo, oggi sede della Prefettura. Possiamo vedere, inoltre, messi su due colonne all’ingresso di Via Roma e di Via San Lorenzo, due leoni, simbolo della città, scolpiti in una pietra chiamata “nenfro”.
Un’antica leggenda narra, infatti, che Viterbo è stata fondata da Ercole che veniva rappresentato coperto con la pelle di un leone.
Lo stemma della città rappresenterebbe proprio il leone ucciso da Ercole in una delle sue famose “fatiche”.
In realtà, durante il primo periodo comunale, paesi e città vollero avere un simbolo della loro indipendenza. Di solito, le città guelfe, cioè più fedeli al Papa, sceglievano il leone. Quelle ghibelline, invece, alleate dell’Imperatore preferivano l’aquila.
Viterbo scelse il leone e il motto:
“Non metuens verbum, leo sum qui signo Viterbum” cioè:
“Non temo minacce, io sono il leone che rappresenta Viterbo”.

Avete notato che i due leoni non sono uguali? Quello sotto la torre campanaria presenta anche una palma. Questa era, a dire il vero, il simbolo di Ferento. Quando, però, i Viterbesi saccheggiarono e distrussero quella città, decisero di unire il suo stemma al proprio per ricordare la grande vittoria.

PALAZZO DEI PRIORI
Il più importante edificio della piazza è, senza dubbio, il Palazzo dei Priori, Questo conserva intatto l’originario porticato sotto il quale si trova il portone d’ingresso, mentre il piano superiore fu modificato in vari periodi.
Entriamo e riposiamoci un attimo in una delle panchine di peperino che si trovano nel giardinetto interno. Certo è fresco qui ed una breve sosta ci permette di gustare più a lungo la bellezza del posto: la fontanina con i due leoni rampanti sulla palma, il lieve rumore dell’acqua, il colore del peperino mescolato con il verde del giardino, i coperchi dei sarcofagi etruschi con le caratteristiche figure sdraiate. Gli occhi, salendo in alto, scoprono, sopra il portico, una bella loggia.
Chissà che vista ci sarà da lassù! Saliamo attraverso l’ampia scalinata che ci porta al piano superiore. Qui c’è una serie di bellissime sale. Tra queste la più importante è la Sala Regia, ornata da affreschi del 1500. Sulle pareti si possono osservare illustrati i fatti storici e mitologici che riguardano la nascita di Viterbo e i personaggi importanti delle varie epoche. Sul soffitto sono rappresentati borghi e castelli sotto il dominio di Viterbo.
Seguitici per conoscere la nostra bella Viterbo.
(Le notizie sono prese dal libro “La Città di Viterbo” di Mauro Galeotti).

 

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