Pirozzi: “Non offendete l’intelligenza dei cittadini”

VITERBO – Ieri, sabato 10 marzo si è consumato un lungo meeting del gruppo capitanato da Sergio Pirozzi nel suggestivo scenario dei Monti Cimini. Presso l’agriturismo della famiglia Caporossi sono andati in scena una serie di incontri pomeridiani conclusisi in serata con l’abbraccio finale da parte dei numerosi sostenitori dello “Scarpone” al proprio leader.

L’“Armata” del Sindaco composta su scala regionale da ben 151.476 voti al presidente e quasi 94.000 di lista non è cosa da poco, se si considera il totale abbandono (strada facendo) di tutti i principali partiti al candidato Presidente. Numeri che, con i pochi mezzi a disposizione, a parte il lato squisitamente umano del carismatico Pirozzi, fanno non solo pensare ad un imminente impegno per le future amministrative ma anche ad un eventuale progetto più ampio di cui se n’è parlato ma che – per il momento – rimane riservato agli addetti ai lavori.

Alle ore 15:00 si sono riuniti quasi tutti i candidati delle 5 provincie per ribadire la necessità di una continuità sui vari territori con il medesimo ardimento con cui si è svolta la scorsa tornata elettorale dedicandosi, principalmente, nei prossimi mesi, alle numerose comunali che andranno in “onda” in molti paesi, a partire dal capoluogo della Tuscia.

Alle ore 18:00 amici, simpatizzanti, presidenti di comitati e attivisti si sono stretti attorno al neo eletto consigliere regionale che, in realtà, si è tramutato in una vera e propria promessa incondizionata di solidarietà.

Nella provincia di Viterbo (ad esempio) i 7.373 (al presidente) e i 4.022 di lista personale sono una base importante per valutare l’approccio da imprimere allo “Scarpone” nelle settimane post-voto e ragionare su come ottimizzare e ulteriormente aumentare il già interessante consenso.

Il padrone di casa Stefano Caporossi (referente provinciale) in nome e per conto dei suoi stretti collaboratori, a partire da Antonella Bruni, Simona Mangraviti, Luigi De Luca e gli altri, unitamente a tutti i comitati spontanei nati nei mesi scorsi, ha ribadito con fermezza l’intenzione di proseguire questo ambito percorso, pieno di insidie ma anche ricco di “fervore” emotivo. Ciò che è avvenuto ieri fa emergere una chiave di lettura tutt’altro che scontata dando adito ad un “suggestivo” quadro sul piano delle future strategie politiche.

“Ci attaccano da più fronti – sostengono gli uomini di Pirozzi – dimenticandosi però che sono loro ad aver governato per 5 anni con l’ormai stranoto “patto del Nazareno”. Forse sarà quello che non è stato gradito dagli elettori? Forse sarà stata la coerenza ad aver premiato gente come Salvini e Meloni (sempre in opposizione, ricordiamocelo!!!) facendolo (il primo) diventare il vero leader di questo centrodestra? Lui non ha mai “patteggiato” ministri negli ultimi governi, al contrario della compagine che pensava, o sarebbe meglio dire si illudeva, di restare il vero fulcro del “nuovo corso”.

Ci accollano responsabilità o peggio ancora “inciuci” con Zingaretti del tutto inventati e infondati. Se Pirozzi desiderava stare tranquillo aveva ceduto alle lusinghe o alle velate “minacce” del partito che (un tempo) era la guida del centrodestra. Ma non è stato in vendita, per il dispiacere di molti. Non date colpe a persone che non ne hanno ma fatevi un grosso mea culpa dentro voi stessi. Basti vedere la lotta fratricida all’interno di un partito chiamato Forza Italia nelle varie provincie.

A Viterbo (tanto per fare un esempio) vi era la possibilità di far entrare alla Pisana un candidato che da solo ha preso la bellezza di quasi 4700 preferenze ma, anziché tirare in ballo il solitario Pirozzi, pensate bene dove sono finiti gli altri 3000 voti che sono mancati al suddetto “predestinato”. I consensi al Sindaco di Amatrice non sarebbero sicuramente confluiti nei candidati forzisti e, con ogni probabilità, lo sparpagliamento non avrebbero portato a grandi mutamenti. Ma è facile e conveniente pensarlo. Chi voleva votarvi lo poteva tranquillamente fare, ma ha scelto il contrario. Vi nascondete dietro ad un dito.

Spiegate alla gente una volta per tutte la realtà che vige da anni all’interno del vostro partito: lotte intestine, guerre fratricide, sgambetti subdoli e prese di posizione che hanno letteralmente innescato una “bagarre” interna che è frutto di correnti e faide europee, nazionali e regionali. Cercate prima la compattezza dentro di voi invece di menzionare senza logica gli altri candidati. Pirozzi ha semplicemente percorso la sua strada dall’inizio alla fine, con lealtà e dedizione. In democrazia è lecito candidarsi per poi far esprimere ai cittadini le loro scelte nelle urne. 152 mila voti non sono una ma due di “Armate” e danno il  chiaro sentore di distacco e di presa di posizione netta e concreta nei confronti dei vertici che (da troppi anni) impongono, decidono e “feudalizzano”. Onde per cui (secondo Voi), con questo bizzarro ragionamento, i consensi per Emma Bonino sono stati tolti al PD, i Liberi e Uguali non dovevano nascere e rimanere sempre succubi dell’arroganza di Renzi, i Casa Pound tolgono ai Fratelli d’Italia… ecc. ecc.. ecc..

In tempi non sospetti, ovvero quando la Lega di Matteo Salvini non sapeva come sarebbe andata a finire né tantomeno poteva battere più di tanto i pugni sul tavolo, (probabilmente) era molto propensa verso il Sindaco Pirozzi per la guida della Regione Lazio….ma, qualcuno o “qualcosa” glielo ha impedito. “Tu hai già Attilio Fontana…al resto ci pensiamo noi”. “Tu hai già scelto, ora tocca a noi…fatti da parte!”. Saranno state queste “forse” le manovre (e/o imposizioni) dietro alla “questione” Lazio? Con il senno di poi e a conti fatti ci pare legittimo immaginarlo. Ricordatevi sempre la metafora della “pagliuzza” e della “trave”, forse sarà il caso che cominciate a ragionare dentro voi stessi e lasciar perdere le belle soddisfazioni di chi si è impegnato molto ma non ha mai sgambettato o protestato. Non criticate i buoni risultati degli altri ma guardate i demeriti vostri e – per favore – smettetela di offendere l’intelligenza dei cittadini!”

   

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