di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- Il primo Festival di Poesia Dialettale della Tuscia organizzato da “Vetus Urbs – Cesare Iacoponi Aps”, in collaborazione con l’Università della Tuscia, con “l’alto patrocinio del Parlamento europeo”, si è svolto giovedì 9 aprile presso l’Auditorium Università della Tuscia.
Presenti tra il numeroso pubblico, la Magnifica Rettrice prof. Tiziana Laureti, la sindaca Chiara Frontini e l’assessore Katia Scardozzi.
La rettrice, ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto di svolgere il Festival nei locali dell’Università:” Grazie a tutti voi, per aver portato all’interno dell’ateneo la bellezza del dialetto. L’università luogo di crescita culturale, si arricchisce di questa esperienza, che spero non rimanga unica”.
Si è unita ai saluti la sindaca Frontini:” Per la città, l’Università rappresenta un luogo da frequentare e coinvolgere nella vita sociale e culturale di Viterbo. Questo Festival ne è la dimostrazione di quanto la voce “popolare” diventa cultura da coltivare e trasmettere alle nuove generazioni”.
Ha preso poi la parola Iacoponi Sandro Maria, Presidente dell’Associazione VETUS URBS- Cesare Iacoponi- APS affermando” Il dialetto, oltre a rappresentare una memoria orale, è anche un legame storico, culturale, espressivo di una identità locale. Anche nella terra di Tuscia esiste questo patrimonio dotato di propria, vivace vitalità, differenziata da forme dialettali locali che non dobbiamo disperdere, ma tramandare alle nuove generazioni. Poesia in vernacolo identità e radice della terra di Tuscia.”
Sono saliti sul palco per declamare poesie ben 20 partecipanti di età varia, dai tredicenni fino agli ottantenni, provenienti non solo da Viterbo, ma anche da paesi della provincia.
Da Viterbo: Angeli Perla, Bacci Loretta, Raffaele Donno, Franco Giuliani, Tasselli Daniela, Martini Morena e Mencarelli Andrea; da Capodimonte Tarantello Rosanna; da Bagnaia, Otello Colonna; Bellucci Giuseppe da Vetralla; da Marta: Concioli Enrico e Giuseppe Garofoli; Dominici Realino da Lubriano; da Villa San Giovanni in Tuscia: Corsetti Giovanni Battista e Maria Pacchiarotti; Grani Alveno da Montalto di Castro ; Mario Olimpieri da Cellere; Caterina Pandimiglio da Soriano nel Cimino; Gilberto Pettirossi da Vitorchiano; Laici Luciano da Tuscania.
La Giuria, presieduta da Pontesilli Maria Giovanna, direttore Sistema Bibliotecario di Ateneo, con il professore universitario Saraca Mario, Massimo Mecarini Presidente Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Eros Marinelli, consigliere comunale e Maria Antonietta Germano, collaboratrice di Tuscia Times, ha seguito con molta attenzione le varie declamazione.
La Poesia Dialettale esprime sentimenti, esperienze, vicende, ricchezze da custodire e trasmettere quale patrimonio linguistico, spontaneo e popolare, dell’identità del proprio territorio di riferimento:” Veterbese, ‘n giorno a strolicà, m’aricordo …… ch’altro vè posso ariccontà co stè sentemente che sgorgheno dar core”.
L’attore Pietro Benedetti, ricordando che il dialetto viterbese è verace, sincero, essenziale e divertente, dopo aver citato i poeti viterbesi Ostelvio Celestini, Emilio Maggini, Alfio Pannega, Edilio Mecarini, Ivo Valentini che hanno regalato a Viterbo dei “gioielli” di poesie, ha recitato “Caterina” di Emilio Maggini, una brillante descrizione di un personaggio viterbese.
L’adolescente Mencarelli Andrea ha declamato una poesia del nonno Bruno, visibilmente commosso, riscuotendo calorosi applausi. Questo suo intervento è stato premiato quale auspicio di un coinvolgimento dei giovani nella tutela del patrimonio linguistico locale.
Franco Giuliani, Presidente della Tuscia Dialettale, ha ricordato i poeti Emilio Maggini e Cesare Iacoponi, da tempo scomparsi, declamando due loro poesie.
Nel finale la Giuria ha stilato la graduatoria dei finalisti che è risultata la seguente:
1° classificato= PETTIROSSI Gilberto;
2° “ = PANDIMIGLIO Caterina;
3° “ = DOMINICI Realino.
La manifestazione è stata arricchita da intermezzi musicali con il violino del maestro Wanda Folliero e del duo Roberto Bruni e Benedetta Maria Zappa (chitarra e voce) arricchendo l’evento con musica e canti popolari.
Un ringraziamento all’assessore Scardozzi, che ha collaborato per l’ottima riuscita dell’evento e ai sostenitori: il Comune di Viterbo, la Fondazione Carivit, il Ce.Di.Do., La casa editrice Serena, Tusciart di Silvio Merlani, che, donando libri, hanno permesso di premiare tutti i partecipanti.
Un festival pervaso da una atmosfera di condivisione, tradizione, cultura autentica e partecipazione collettiva.


























