Politica, conclusa conferenza programmatica di Europa Verde

E’ terminata poco fa la conferenza programmatica di Europa Verde, ‘Italia senza Veleni – No alla Guerra’. organizzata in collaborazione con il Gruppo Europeo dei Verdi/ALE. Tante ore di dibattito e di contenuti che hanno toccato tutti i temi cari al partito. A partire dalla crisi climatica e ambientale e la transizione giusta ed equa, fino ai nuovi orizzonti del lavoro, dalla mobilitá e le infrastrutture sostenibili fino alla pianificazione urbana e la riqualificazione delle periferie, dalla messa in sicurezza del territorio e ruolo degli enti locali fino alla sicurezza alimentare e l’agroecologia, passando dalla biodiversità e le aree protette senza tralasciare i diritti degli animali, la giustizia e la legalitá legate alle riforme istituzionali e l’ecologia della politica senza dimenticare la cultura e la formazione, la ricerca e l’innovazione, dalla universitá e la e scuola nel terzo millennio fino ai temi della fiscalitá, l’economia e l’innovazione digitale. Ovviamente non si potevano dimenticare i temi dell’immigrazione, l’inclusione, i diritti civili e umani e le disabilità. Si è discusso anche di difesa della salute, beni comuni e welfare e la politica delle donne e l’ecofemminismo. Ovviamente uno dei temi centrali è stato la pace e il disarmo strettamente legati alle politiche energetiche ed anche l’economia circolare e i rifiuti legati alle ecomafie. Piú di 200 delegate e delegati, dei quadri dirigenti del partito, eletti e membri del Consiglio Federele Nazinale hanno discusso animatamente per elaborare le linee programmatiche che verranno da domani in poi discusse sul territorio ed integrate e per diventare successivamente il programma di Europa Verde per le prossime elezioni politiche. Un lavoro cominciato due mesi fa, con una serie di call online che hanno abbozzato i documenti discussi a Roma.

Nelle quattro plenarie che si sono susseguite nella due giorni romana, hanno partecipato diversi ospiti del mondo associativo, della societá civille e della politca. Capitanati da Eleonora Evi e Angelo Bonelli, i due co-portavoce del partito.
La Evi ha ribadito che “non si può correre il rischio di assistere a un’avanzata delle destre che vogliono mantenere questo status quo e che vogliono continuare a far finta di non vedere quello che sta accadendo. Anche per questo siamo qui, per costruire un’alleanza e fermare questa avanzata”.
Gli ha fatto eco Bonelli, spiegando che “noi oggi dalla nostra conferenza programmatica vogliamo dire con grande chiarezza: costruiamo un’alleanza economica e sociale per portare in Italia le rinnovabili e diminuire il prezzo dell’energia”.
Enrico Letta, segretario del Pd ha risposto positivamente alle sollecitazioni affermando “Dobbiamo costruire in Italia un’allenza democratica, ecologista, femminista e progressista. Dobbiamo costruire un’alleanza che si candidi a governare con un programma molto chiaro e che gli elettori scelgano. Una presenza ecologista di governo. Lo si deve fare perché oggi siamo di fronte a un momento unico nella storia: Europa Verde non è un brand a caso ma è una vera svolta, perché se c’è questa possibilità di un futuro sostenibile lo dobbiamo all’Europa. La nostra alleanza può avere una possibilità di successo perché c’è l’Europa con le scelte chiarissime fatte e noi siamo lì, siamo su quella strada”.
Ha confermato il suo interesse il Sindaco di Milano Beppe Sala, ribadendo che “I Verdi Europei sottolineano come i valori della responsabilità ambientale, della libertà, della giustizia e della non violenza siano importanti, principi condivisi anche da altre famiglie politiche. Condivido, perciò, la necessità di una proposta politica che guardi a un governo democratico, progressista ed ecologista.”. Proprio Vula Tsetsi, Segretaria Generale dei Greens/EFA, ha aggiunto che “dobbiamo dare futuro ai giovani, proteggere le nostre famiglie, creare una giustizia sociale compatibile con la giustizia ecologica e con la giustizia fiscale e alimentare: solo i Verdi sono capaci di adottare questo approccio olistico. Chi pensa che noi parliamo solo di ambiente e di nient’altro sbaglia di grosso: l’ambiente non è una cosa astratta ma siamo noi, è il presente, il passato ma soprattutto il futuro.”
“Per fare una coalizione larga e progressista bisogna che si parta dai contenuti, da programmi condivisi, con gli amici e le amiche di Europa Verde Sinistra Italiana ha costruito nei mesi scorsi un patto di consultazione a partire dall’elezione del Capo dello Stato che consideriamo positivo. Vogliamo costruire una relazione ancora più stretta e rafforzare questo rapporto su temi che condividiamo.” ha ribadito Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana nel suo intervento, e Edo Ronchi, dell’Alleanza per la transizione ecologica e giá Ministro per l’Ambiente ha confermato il suo interesse per il progetto aggiungendo che “La transizione ecologica deve essere desiderabile: in un’economia di mercato ecologica e sociale, come stanno dimostrando i Verdi tedeschi al governo, ciò è praticabile, si può fare ed è sostenibile a livello climatico”.
Cristian Romaniello, Presidente della componente Europa Verde-Verdi Europei alla Camera dei Deputati, ha spiegato che Il fatto che ci siano persone giovanissime che da anni si interessano di politica ci fa capire che abbiamo una speranza: ogni volta che qualcuno si impegna su battaglie ambientali significa che sta mettendo da parte il mercato, che sta pensando al vero benessere. Mettere al centro l’ambiente è davvero importante, per il benessere delle future generazioni”.
“Possiamo costruire una strada nuova”, gli ha fatto eco Elly Schlein, Vice Presidente della Regione Emilia-Romagna ricordando “Alexander Langer, che tanto ha fatto per la cultura ecologista e la cultura di pace, capendo che la questione energetica è anche una questione democratica, ed è più chiaro che mai di fronte a questo conflitto e alle ragioni profonde”.
Le sessioni sono state concluse da Aboubakar Soumahoro, portavoce Nazionale Invisibili in Movimento, che ha spiegato: ” I dati sui morti sul lavoro sono una ferita alla nostra Costituzione, è una ferita alla nostra comunità, una vergogna che dovrebbe assumersi la classe politica che in questi anni si è limitata soltanto a constatare ciò che stava accadendo. Forse alla base del ragionamento politico, delle strategie di alleanze, la nostra prima missione dovrebbe essere federare i corpi che oggi sono disgregati”

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