di REDAZIONE-
VITERBO- Si è svolta a Palazzo Gentili una riunione dell’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (Ato) per affrontare le criticità legate alla gestione della potabilità dell’acqua e alle relative ordinanze. Presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e rappresentanti di vari Comuni, tra cui Civita Castellana e Farnese.
Al centro del confronto, i ritardi nella trasmissione dei dati delle analisi: possono trascorrere anche cinque o sei giorni tra i campionamenti e la comunicazione ai Comuni. Spesso, i risultati arrivano il venerdì, rendendo difficile l’adozione tempestiva delle ordinanze a causa della chiusura degli uffici nel fine settimana.
Il problema genera un doppio paradosso: in caso di valori fuori norma, l’acqua resta in uso troppo a lungo; al contrario, quando torna potabile, i cittadini continuano a non poterla usare per colpa dei ritardi.
Una delle principali criticità è l’assenza di un centro analisi nel territorio viterbese, a seguito della decisione regionale di affidare i controlli a laboratori esterni. Questo ha rallentato l’intero processo e aggravato i problemi di coordinamento tra Arpa, Asl e Comuni.
Tra le soluzioni proposte: Creazione di un canale diretto di comunicazione tra tutti i sindaci, per evitare ritardi soprattutto nei fine settimana; sviluppo di una piattaforma digitale per aggiornamenti in tempo reale sui parametri dell’acqua; istituzione di un laboratorio analisi a Viterbo, con un investimento stimato di circa 300mila euro, per abbreviare la filiera e migliorare l’efficienza. La richiesta è stata indirizzata in particolare a Talete, società che gestisce il servizio idrico, ma anche ad Asl e Arpa, chiamate a garantire risposte più rapide e coordinate per tutelare i cittadini e la salute pubblica.








