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Premi sportivi 2025: come funziona davvero il regime dei rimborsi

di PAOLO MANCINELLI-

Vincere, salire sul podio e centrare un risultato importante non significa solo gloria sportiva. Dietro ogni successo c’è anche un premio economico, regolato da norme precise che nel 2025 hanno cambiato il volto dello sport italiano. Il nuovo regime dei premi sportivi è pensato per garantire maggiore chiarezza e tutele sia per gli atleti professionisti che per quelli dilettanti. Ma come funziona davvero?

1. Premi e sovrappremi delle Federazioni

Il primo tassello riguarda i premi che arrivano direttamente dalle Federazioni sportive. Possono essere legati a un montepremi ufficiale di una singola gara, oppure calcolati in base ai risultati ottenuti in manifestazioni considerate di interesse federale, nazionale o regionale. In pratica, non contano solo i successi nelle grandi finali, ma anche le prestazioni nelle tappe intermedie che contribuiscono al percorso sportivo.

2. Premi da Asd e Ssd

Le associazioni e società sportive dilettantistiche (Asd e Ssd), iscritte al Registro delle attività sportive e collegate alla Federazione, possono a loro volta riconoscere premi e sovrappremi. Qui si entra nel cuore dello sport di base: piccoli riconoscimenti economici che servono a motivare giovani talenti e tecnici che operano quotidianamente sul territorio.

3. Premi da imprese ed enti privati

C’è poi il capitolo legato al mondo commerciale. Imprese individuali, società e altri enti possono organizzare manifestazioni sportive con un proprio montepremi, che viene distribuito in base ai risultati di classifica. È il caso, ad esempio, di gare sponsorizzate da grandi marchi, dove al prestigio si unisce anche un ritorno economico per gli atleti partecipanti.

4. Premi nell’ambito del lavoro sportivo

Infine, ci sono i premi e sovrappremi corrisposti a chi è legato da un vero e proprio contratto di lavoro sportivo con una Federazione, un’Asd o una Ssd. In questo caso, i riconoscimenti economici si aggiungono allo stipendio o ai compensi già previsti dal contratto, rafforzando la figura dell’atleta o del tecnico come lavoratore a tutti gli effetti.

Il nuovo assetto, insomma, prova a mettere ordine in un ambito che finora era frammentato, distinguendo meglio tra premi “istituzionali”, quelli legati al mondo dilettantistico, i contributi di sponsor e imprese, e i riconoscimenti nel quadro del lavoro sportivo. Un passo avanti che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe rendere più trasparente la gestione dei rimborsi e, allo stesso tempo, tutelare chi vive di sport o vi dedica gran parte della propria vita.