Presentata “Armonia celeste” la nuova minimacchina di Santa Rosa del Pilastro

di REDAZIONE-

VITERBO- Una palestra, quella della parrocchia del Sacro Cuore, gremita di persone ieri pomeriggio per assistere alla presentazione della nuova Minimacchina di Santa Rosa del quartiere Pilastro. Sarà “Armonia celeste” la macchina che i giovani del Pilastro porteranno sulle loro spalle la sera del 27 agosto, riproduzione fedelissima di quella Macchina che fece la storia. Presenti, Luca Occhialini e Antonella Servi che insieme a Roberto Ioppolo hanno riportato la macchina così come era in origine, scansionando il bozzetto originale in 3 d per poi ricrearlo sulle misure della minimacchina. L’architetto Antonini ha, invece, fornito tutti i disegni dei tralicci. Presenti ieri, oltre ad alcuni dei candidati sindaco, il parroco, don Flavio Valeri, tutto il comitato del Pilastro, con il capofacchino Pino Loddo, il nuovo presidente, Stefano Caciola, l’architetto Alfiero Antonini ed i rappresentanti dei comitati del centro storico e di Santa Barbara. In prima fila anche il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini e  Lorenzo Celestini. Sono stati loro, invitati a parlare, a ricordare quei momenti in cui “Armonia celeste” fu portata con tanta fatica fino al sagrato della basilica di Santa Rosa. Era il 3 settembre del 1986, quando un miracolo evitò la strage per la caduta della Macchina sulla folla. La Macchina ideata  dallo scultore viterbese Roberto Joppolo e dall’architetto civitavecchiese Alfiero Antonini, stava terminando, infatti, il suo passaggio per le vie della città di Viterbo. In piazza del Teatro, in base agli accordi di quell’anno, è il costruttore Socrate Sensi a dare la “mossa” e a guidare la Macchina in salita fino al Santuario. Massimo Mecarini ha ricordato come allora era nella sesta fila ciuffi  e come avevano faticato molto tutti i facchini quella sera: “Arrivammo a gambe piegate fino a piazza  del Teatro con i cavalletti che non si riusciva a farli entrare sotto. Con grande sforzo riuscimmo a mettere la Macchina in verticale e ad arrivare alla fine della salita, ma la Macchina era con la statua della Santa che dava le spalle al santuario e non potevamo lasciarla così.  Nello Celestini ci ha chiesto un ulteriore sforzo, l’abbiamo sollevata, rigirata e di nuovo poggiata sul sagrato. Armonia Celeste è stata una Macchina importante perché dall’anno successivo la macchina è stata affidata al sodalizio e si sono fissati dei limiti sia per l’altezza (28/30 metri) che per il peso (non più di 50 quintali). E’ stata una Macchina bellissima, tant’è che il suo bozzetto sta al museo del sodalizio dei facchini ed è altrettanto bello. Una Macchina che la sera del 27 agosto rivedremo sfilare con piacere per le vie del nostro quartiere, visto che anche io pilastrino”.

Anche Lorenzo Celestini ha ricordato quei difficili momenti, ricordando la sofferenza dei facchini sotto il peso eccessivo di quella struttura e come lui avesse avuto delle perplessità già dal momento in cui aveva visto il traliccio. “Dal primo passo, quando non si riusciva a spostare le gambe se non trascinandole, ho capito la difficoltà. La fatica è stata enorme. Abbiamo avuto attacchi da tutte le parti, hanno scritto che i facchini hanno abbandonato la Macchina. Sicuramente c’è stato un errore umano. Poi la provvidenza, la bravura, non lo so, noi facchini abbiamo sentito la voce del padrone, Nello che ci ha richiamato, perché non si poteva lasciare la Macchina lì e ci ha detto sollevate e fermi. L’abbiamo alzata, girata e posizionata davanti alla basilica di S. Rosa. Questa Macchina con quel trasporto ha dato il là a quello che è oggi il trasporto”. Ha preso poi la parola il nuovo presidente del comitato Pilastro, Stefano Caciola: “La pandemia ci ha fatto perdere abitudini e tradizioni. Spero che il 2022 sia l’anno buono per riprenderci le nostre tradizioni, in primis Santa Rosa”. Ha poi ringraziato Angelo Loddo, che dopo dieci anni ha lasciato il posto a lui. “Dobbiamo ripartire come sappiamo fare noi con passo spedito soprattutto per chi non c’è più – ha detto Angelo Loddo– La macchina di Santa Rosa è una tradizione e per far sì che questa tradizione continui bisogna capire quando è il momento di cedere il passo.  Io rimarrò all’interno del comitato come consigliere. Ringrazio tutte le famiglie dei facchini ed i facchini. Ci siamo, è passato, è il momento di ripartire! Queste realtà sono quelle che reggono le basi della città”. Un omaggio floreale è stato, infine, offerto alla moglie di Roberto Joppolo, scomparso poco tempo fa.

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