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Presentata la guida “I Luoghi del Cesanese” 2025-2026 con una grande festa a Serrone

SERRONE (FR) – La guida I Luoghi del Cesanese giunge alla VI edizione e segna un percorso che ha seguito l’evoluzione del territorio e la sempre maggiore consapevolezza dei vignaioli. C’è movimento, c’è passione, c’è una storia. C’è soprattutto la voglia di fare bene.

Un risultato che non è più limitato ai vignaioli storici, ma riguarda anche i piccoli produttori, i giovani vignaioli e il movimento della Nouvelle Vague enoica in cui sono comprese tutte quelle istanze innovative che in vario modo si pongono di fronte al vino e alla viticoltura in maniera differente rispetto alla convenzione. A tutto questo corrisponde il sempre maggiore consolidamento di una reputazione al di fuori dei luoghi di produzione che vede ormai il Cesanese come il vitigno rosso storico della Regione. Frutto di questo fermento è anche la nascita del Consorzio di Tutela del Cesanese di Olevano Romano D.O.C. Uno strumento importante per dare un’ulteriore spinta a un territorio che da qualche anno mostra dinamicità.

L’idea di voler definire meglio i confini della denominazione offre l’opportunità di aprirsi a un percorso di approfondimento storico, tecnico ed economico. In un’area contenuta che conta, comprendendo le tre denominazioni, 193,24 ha vitati rivendicati, è auspicabile una proficua collaborazione con il Consorzio del Cesanese del Piglio per avviare un percorso comune che tuteli e valorizzi i territori d’origine. In un momento storico complesso è fondamentale la possibilità di presentarsi uniti sul mercato e promuovere un territorio unico trovando un’intesa su obiettivi, strategie, iniziative e comunicazione. Da non trascurare anche i segnali che arrivano dalla D.O.C. Affile.

La guida vuole dare voce al Cesanese e ai luoghi di cui è diventato un interprete versatile e sensibile restituendone sfumature e particolarità. Per questo ribadiamo la nostra linea editoriale fondata su un lavoro di ricognizione che possa restituire una panoramica d’insieme e seguire l’evoluzione del territorio e dei produttori attraverso le annate. L’interesse è verso chi lavora, agisce e vive su queste terre senza eccezioni, senza selezioni, in maniera inclusiva. I nostri acini non vogliono stilare un’arida classifica, ma essere uno specchio delle annate e della crescita dei produttori.

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