Presentato al Museo dei Facchini di Santa Rosa “Scartini d’amore”, raccolta di poesie di Maria Teresa Muratore

presentazioneLibro6Il Museo dei Facchini di Santa Rosa non basta a contenere tutti i presenti: la prima di “Scartini d’amore”, raccolta di poesie di Maria Teresa Muratore, promette bene.

 

“Grazie per essere venuti e per essere così numerosi” fa Luca Verduchi, il giovane editore, “Mi sento coccolatissima, mi fa piacere festeggiare con voi l’avverarsi di un sogno” dice lei, l’autrice, Maria Teresa Muratore, visibilmente emozionata.

 

E l’emozione, non ci si può sbagliare, è il filo conduttore della serata. Prima Luca Verduchi spiega che Alter Ego è una realtà nata da poco, appena un anno e mezzo, “Ma abbiamo già diverse pubblicazioni all’attivo, siamo partiti con un progetto per la Tuscia e ci stiamo allargando a tutto il Lazio, speriamo di estenderci a livello nazionale. Maria Teresa è una poetessa. Difficile per un editore avvicinarsi alla poesia, non sai mai dove si può finire. Inizierei subito dalla lettura”.presentazioneLibro

 

E Maria Teresa va, portando con sé gli attenti spettatori…

 

“Scorre la mano dell’uomo sul tuo seno
  decisa e titubante
  esperta e infantile

  scorre per dominarti,
  ma sei troppo un mistero

  scorre per possederti,
  ma troppo vasto è il tuo amore
  per quella mano così grande”.

 

“Le tue poesie vengono da lontano – riprende Luca –  qui c’è veramente il lavoro di una vita. Quando hai cominciato a scrivere?”.

 

presentazioneLibro4“Nel 1974, ero ragazzetta, al primo anno di università” spiega  Maria Teresa.

 

“Come ci si avvicina alla poesia, cosa accende questo sacro fuoco?” chiede Luca.

 

“Per me non è stato un avvicinarsi, è stato naturalissimo, le parole nascono da sole, la prima poesia l’ho scritta a 12 anni, dopo essere stata a trovare una cugina che era infelice, mi aveva colpito tantissimo, tornai a casa e rannicchiata scrissi la prima poesia. Poi all’università c’è stato il periodo più prolifico. La libertà del primo anno ti ubriaca un po’, ma non è solo la libertà. Incontrare le persone che ti apprezzano, oppure no, e ti riconoscono per quella che sei, all’infuori del tuo stato familiare o sociale è molto importante. Per me è un bisogno scrivere. Qualsiasi cosa può suscitare una sensazione. Possono essere anche cose banali. Solo che noi siamo in una condizione particolare e allora nasce la poesia”.

 

“Andiamo avanti con gli anni e tocchiamo un argomento più maturo, si introduce un aspetto, quello della similitudine…”.

 

“Come una discussione presentazioneLibro3
  che scaraventa in faccia
  in faccia rancori sopiti
  e rigurgita asti
  non ancora dimenticati
  ottusità
  per il momento riposte
  accantonate
  così il vento
  con la stessa violenza
  scuote gli angoli più nascosti
  e dalle cunette
  da sotto l’erba
  dai selci
  da sotto i muri
  tira fuori allo scoperto
  e sbatacchia a destra e sinistra
  avanti e indietro
  sotto e sopra
  in aria e in terra
  cartacce
  polvere
  foglie
  piatti
  bicchieri
  sporcizia
  scatole buste
  mollette giornali
  e cose e cose e cose
  così le parole le offese i fatti
  come folate di vento
  come schiaffi
  si alzano in aria
  e sbattono picchiano
  volano
  si afflosciano sciupati
 
  come contenitori vuoti
  ci guardano impotenti”

 

presentazioneLibro5“Il vento è umanizzato – spiega Maria Teresa – la natura è una cosa molto importante, è un’anima e spesso rispecchia i nostri sentimenti, siamo facilmente paragonabili alla natura. Il vento ritorna spesso, può essere benefico o malefico a seconda della situazione. E’ tremendo, tira fuori tutte le cose, anche le più brutte, quello che non vorremmo uscisse mai”.

 

“Non ho mai letto le poesie degli altri. Perché se poi scrivo qualcosa uguale, può sembrare che ho copiato… Una volta mi dissero, ah questa poesia è come quella di D’Annunzio… Io D’Annunzio non avevo fatto neppure in tempo a leggerlo alle superiori. Montale, Quasimodo, Saba, quelle che si studiano. Ero innamoratissima di Pavese, delle sue prose, delle sue poesie… Ricordo un verso “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”… forse in una mia poesia un’influenza c’è stata, ma è diversa…”.

 

“L’argomento della morte è solo sfiorato – precisa Luca – c’è sempre una vena positiva. Sembra quasi che di poesia si possa scrivere solo struggendosi… invece…”.

 

“Anche Leopardi mi piaceva molto…”. “Ma non hai seguito il suo pessimismo cosmico…”.

 

E poi via via si parla di arte, di sogni, dell’amore. C’è l’erotismo, un erotismo intrinseco, un erotismo appena sussurrato che fa trasparire le pieghe di un animo gentile, baci sognati, una passeggiata per via Saffi,presentazioneLibro2 il profumo di primavera che fa sembrare tutto più allegro, più concitato, poi tutto torna come prima… “Ma non si vive forse per questo? Per degli slanci?”.

 

La serata si conclude, gli applausi sono convinti. “Grazie a quelli che mi hanno coccolata, perché mi fanno sentire amata. Oggi vi ringrazio perché mi sento veramente amata da tutti voi…”. Le parole di Maria Teresa Muratore, potessa felice di aver coronato il suo sogno.

 

Anche Luca Verduchi è soddisfatto, ricorda l’appuntamento in tv, su Lazio TV alle 21 con “La voce degli scrittori” ed il sito della giovane casa editrice www.alteregoedizioni.it

La giornata è stata un successo.

   

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