di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- Si è svolta questa mattina presso la sala conferenze della Fondazione Carivit a Valle Faul la presentazione degli interventi, non ancora completati, della Chiesa di Santa Maria delle Fortezze sita a Viterbo tra Porta Romana e Porta San Leonardo.
La Chiesa di Santa Maria delle Fortezze rappresenta una significativa testimonianza del patrimonio storico e architettonico viterbese.
Dalle testimonianze storiche si legge: “La costruzione fu iniziata nel 1514 nel luogo dove precedentemente sorgeva un’antica chiesa edificata sui ruderi della vecchia fortezza voluta nel
1077 da Enrico IV. Pinzi attribuì l’ideazione del progetto all’architetto Battista di Giuliano da Cortona e la sua realizzazione ad Ambrogio di Bartolomeo da Milano. I lavori, ultimati nel 1521. Seguì la costruzione della cupola, disegnata da Francesco Monaldo e realizzata da Bernardo Giannini di Lago maggiore, iniziati nel 1582 e terminati nel 1618. Dell’originaria facciata, rivolta in origine verso porta S. Biele e, nel 1570, spostata verso porta Romana, del resto dell’edificio non resta quasi nulla, andato tutto distrutto con i bombardamenti della seconda guerra mondiale se non parte degli affreschi che decoravano gli interni. La chiesa fu affidata alla cura dei frati minori di S. Francesco di Paola nel 1577 e ad essi rimase fino alla seconda metà del XIX secolo”.
Presenti la sindaca Chiara Frontini, l’assessore Emanuele Aronne, la soprintendente, arch.
Margherita Eicheberg e i funzionari della Soprintendenza Federica Cerroni, architetto, e Beatrice Casocavallo, archeologa e in sala professionisti di Viterbo e provincia.
L’iniziativa si inserisce nel programma “Etruria Futura – i progetti PNRR della SABAP VT-EM” promossa, come ha ricordato la arch. Margherita Eicheberg la Chiesa rappresenta una significativa testimonianza del patrimonio storico- architettonico viterbese.
Lavori finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), linea di investimento CAPUT MUNDI – NEXT GENERATION EU,
La sindaca nel portare i saluti ai presenti a sottolineato:” Questo progetto è uno dei progetti più qualificanti del nostro centro storico per due motivi: la riqualificazione urbana di una bellezza architettonica notevole per il risultato, frutto della sinergia dei due Enti che hanno lavorato insieme restituendo alla collettività ciò che si sta svelando passo dopo passo”.
A seguire gli interventi dell’architetto, Federica Cerroni e Beatrice Casocavallo archeologa che hanno illustrato nel dettaglio le fasi esecutive dell’intervento, soffermandosi in particolare sulle operazioni che hanno consentito di riportare alla luce i lacerti originali delle strutture murarie.
Un particolare significativo nella storia della Chiesa, che è stato ricordato dalle relatrici, il bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale 1943-1944 che interessò la nostra città e in particolar modo quest’area che subì gravi crolli.











