di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
VITERBO – Nell’ambito delle celebrazioni per l’VIII centenario della Consacrazione dell’Abbazia di San Martino al Cimino (1225-2025), martedì 28 aprile 2026, alle ore 19.00 si terrà per la prima volta nella chiesa abbaziale lo straordinario Concerto della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Il Coro è costituito da 24 adulti e 30 bambini.
Il repertorio del concerto in programma è dedicato ai più grandi musicisti che legati alla Cappella Sistina, come Pierluigi da Palestrina che viene ricordato in un contesto vicino ai 500 anni dalla nascita (1525-1594) e maestri più recenti come Lorenzo Perosi ricordato a 70anni dalla morte (1872-1956) e Domenico Bartolucci, (1917-2013).
Il concerto si svolge sotto l’egida della Diocesi di Viterbo in collaborazione con la Fondazione Card. Domenico Bartolucci, Cappella Musicale Pontificia Sistina e il patrocinio del Comune di Viterbo e Provincia di Viterbo.
Questa mattina, 22 aprile, presso la Curia Vescovile di Viterbo l’iniziativa presentata alla stampa è stata introdotta dal giornalista Luca Antonelli. Dal tavolo dei relatori S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza ha preso la parola e ha posto l’accento sull’eccezionale e straordinario evento.
“Io sono ben felice per questo evento- ha esordito il Vescovo di Viterbo Mons. Orazio Francesco Piazza- è come dire partiamo, tra virgolette, col botto! Non c’è espressione più alta come ho delineato nella breve introduzione a questo meraviglioso concerto che ci viene offerto
concretamente dalla nostra massima espressione della coralità, la Cappella Sistina, è’ il top dei top.
Per cui avviare questo nostro cammino celebrativo degli 800 anni dell’Abbazia, non poteva avere un incipit migliore, sia per quanto riguarda il luogo di fede, per cui ascoltare il canto liturgico sarà veramente rivivere l’emozione di quell’ambiente. Lo attendo con grande desiderio, sicuramente. E poi anche per rilanciare un territorio, una sensibilità di fede legata alla vita, perchè liturgia e vita, come dice il nostro amatissimo Papa Leone, vanno riconsegnati nel loro intimo legame, perchè fede che incorcia la vita, alla prima sintesi, avviene nella liturgia e, seguendo San Agostino, il canto è la sua massima espressione al di là del segno sacramentale. Per cui sono ben felice di accogliere, ringrazio don Fabrizio parroco della Parrocchia e che gestisce l’Abbazia in modo egregio, e molto, molto felice di rivedere e di riascoltare questa espressione alta, come dicevo della coralità della nostra fede nella liturgia e nella vita. Per cui benvenuti. Sicuramente sarà un momento di altissima qualità e avremo anche l’emozione di risentire il riverbero delle note gregoriane all’interno di quelle mura”
“Poi – conclude Mons. Orazio Francesco Piazza – sarà il parroco di San Martino don Fabrizio a dire da quanti anni non abbiamo avuto questa gioia. Ho ascoltato per la Messa trasmessa in RAIUno (12 aprile) il coro della Cappella della mia cattedrale diretto dal maestro Roberto Bracaccini, nostro cancelliere e versato in musica, visceralmente legato al Coro della Cappella Musicale Sistina, pertanto ritengo che anche questo connubio ricostituisca un legame particolarissimo con la nostra Diocesi e che vorrei mantenere vivo anche per altre occasioni. Grazie e benvenuti di questo che ci offrirete, e sicuramente anche voi riceverete dal territorio un riconoscimento effettivo anche nell’ascolto. Sono sicuro che molti sono in attesa e vivremo un bel momento ecclesiale. Grazie”.
La parola passa a don Fabrizio Pacelli parroco dell’Abbazia cistercense “Questo concerto – spiega – è l’evento più grande a livello celebrativo dell’VIII centenario. Il Vescovo diceva quanti anni non risuonano le note più alte come quelle che faranno ascoltare la Cappella Musicale Pontificia
“Sistina”. Parecchi anni, perchè con le antiche vicende storiche dell’Abbazia, di fatto non c’è nota di una presenza di una Cappella musicale all’interno della chiesa abbaziale o di una particolare cura di coralità all’interno, l’architettura della chiesa stessa è stata pensata per accogliere canti e preghiere. Sarà una emozione unica ascoltare la magnifica esecuzione di polifonia sacra della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”. Ringrazio il Vescovo che ha tenuto a celebrare in modo degno questo VIII centenario, ringrazio don Roberto Bracaccini dell’ufficio liturgico della Diocesi e Maestro di Cappella che ci ha aiutato a prendere fattivamente i contatti con la Fondazione Bartolucci. Per me è un onore ospitare questa realtà che ritengo unica nel suo genere, un evento clou. Poi ci saranno altre iniziative che arricchiranno questo speciale anno. Questa è la massima espressione anche su tutti gli altri eventi che sono in programma. Grazie”.
Interviene il dott. Alessandro Biciocchi, segretario generale della Fondazione Bartolucci che nel ringraziare per l’ospitalità della Diocesi precisa: “Una collaborazione che con la Diocesi va avanti già da qualche anno. La Cappella Sistina è stata già qui negli anni passati, quindi c’è una storia chesi rifànon solo all’epoca recente ma anche a un’epoca piuttosto antica quando Bartolucci stesso venne a Montefiascone, diverse decine di anni fa. Non è da tutti poter aver il Coro con una frequenza, anche se non annuale, è significativa perchè la Cappella Sistina, come tutti sanno è la Cappella del Papa, quindi la missione principale del Coro è quella di accompagnare le liturgia del Papa. Quindi massimo livello, la più alta coralità della chiesa cattolica, è il Coro più antico della chiesa cattolica in attività che ha la particolarità di aver anche i bambini. Quindi è una delle poche istituzioni che restano legate a questo tipo di diffusione della musica sacra.
“Poter organizzare un concerto della Cappella Sistina come Fondazione Bartolucci – precisa infine Alessandro Bicciocchi – è significativo perchè ci dà l’opportunità di continuare la nostra missione del maestro che ha diretto la Cappella Sistina per quasi cinquant’anni e poi è stato creato cardinale da Papa Benedetto, perchè in lui voleva anche rappresentare anche la sua vicinanza profonda alla musica, voleva omaggiare Bartolucci e la musica sacra stessa. E conferendo la porpora per la prima volta a un musicista della Cappella Sistina, che aveva donato l’intera vita alla liturgia dei papi e a diffondere la musica dei papi nel mondo. Bartolucci è stato quello che per primo ad aprire le porte del Coro a un’attività concertistica internazionale, portando la Cappella Sistina nel mondo per far sì che la gente potesse apprezzare questo repertorio di polifonia sacra, al di fuori del contesto liturgico. Quindi in un contesto più propriamente concertistico che è la parte della “via multitudinis” nella quale la chiesa ha sempre creduto, quindi annunciare il Vangelo non soltanto nelle vie canoniche e tradizionali che sono quelle della missione e del contesto liturgico, ma anche attraverso il contesto dell’arte in generale.
“Quindi la musica sacra come veicolo di promozione di valori e della bellezza che la chiesa cattolica ha sempre promosso per far avvicinare la gente alla propria identità. Domenico Bartolucci è il più vicino degli autori che vengono ricordati ed è l’ultimo grande compositore della Scuola romana che ha chiuso un’epoca di un certo stile compositivo e che noi, come Fondazione, siamo interessati
direttamente nel promuovere la sua opera che è di circa 50 volumi di musica sacra, molta non conosciuta ancora e quindi ci fa piacere portare avanti questo repertorio con concerti che sono in Italia e all’estero. Quindi un anniversario che ci accoglie, un anniversario che ci rende possibile portare avanti anche la nostra missione quindi ci riempie di gioia essere qui per questo evento ed essere vicini alla Diocesi per continuare eventuali altre collaborazioni”.
Interviene don Roberto Bracaccini “Una parola particolare sul repertorio che è stato scelto e che ringrazio anche a nome del maestro Marcos Pavan direttore della Cappella Sistina, per il repertorio scelto. Un repertorio splendido.
Quando si cominciava ad ipotizzare questo evento gli avevo espresso un desiderio, qui lo devo ringraziare anche per altri due miei desideri che sono stati ascoltati; uno per l’ultimo concerto che è stato fatto anni fa a Montefiascone dalla Fondazione Bartolucci dove chiesi espressamente il brano di Domenico Bartolucci “Super flumina Babilonis“. All’epoca io ero ragazzino e nell’ascolto di questa musica, di questo coro, rimasi folgorato e se io adesso faccio un po’ di musica, l’ho deciso in quel giorno, ascoltando questo pezzo. Il secondo desiderio esaudito è stato l’inserimento del moltetto di Palestrina ‘O, Quantus luctus‘, uno dei moltetti più sconosciuti di Palestrina, eseguito pochissimo, forse all’epoca, solo il maestro Bartolucci lo eseguì.
“Ogni brano del programma è scelto con cura, sia per sottolineare l’evento dell’Abbazia. Il Coro Cappella Sistina è un coro professionista di altissimo livello, quindi modula la sua attività e la sua vita in base alla liturgia, siamo in pieno tempo pasquale e tutti i brani in programma evocano la gioia della luce pasquale che stiamo vivendo. Con la Fondazione abbiamo avuto delle collaborazioni recenti, una a Montefiascone per i 500 anni della Cupola della chiesa e il mese di maggio scorso, alla Basilica della Quercia.
Don Bracaccini conclude portando un piccolo anticipo sugli eventi in corso: “Stiamo parlando dell’ottocentenario dell’Abbazia di San Martino con il concerto della Cappella Sistina e a conclusione dei festeggiamenti ci sarà anche un altro concerto, quello del Coro della Fondazione Bartolucci. Così incastoniamo tutto l’anno giubilare dell’abbazia con la polifonia e la musica sacra che è l’espressione più alta per ricordare questo eccezionale anno”.









