Presentato in Provincia il piano di potenziamento ferroviario del professor Musso: riapertura della Civitavecchia-Capranica-Orte e Circumcimina tra le priorità

studio0E’ stato presentato in mattinata nella sede della Provincia lo Studio Particolareggiato sul potenziamento delle linee ferroviarie della Tuscia.

 

Uno studio, meglio, un progetto-pilota, utilizzabile anche da altre province al fine di ottimizzare la mobilità, proprio nei giorni in cui la Regione Lazio sta studiando nuove soluzioni per realizzare la cosiddetta “cura del ferro”.

 

“Al momento uno studio del genere ce l’ha solo Bologna” le parole del responsabile del settore, l’ingegner Pecorelli. “La nostra Provincia – il chiarimento del capogruppo Pdl Capitoni – non è che brilli per l’efficienza del trasporto pubblico ed in particolare per le linee ferroviarie”. studio1

 

Presente alla riunione anche l’assessore Staccini che ha salutato così l’intervento del responsabile scientificio dello studio, il professor Antonio Musso della Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale de La Sapienza: “Mi auguro che la Regione, dove il piano approderà, lo prenda in seria considerazione, lo faccia suo e lo metta in opera, al di là delle osservazioni che verranno fatte”.

 

Il professor Musso, dopo aver ringraziato i presenti ha ricordato le tappe che hanno scandito il cammino di questo lavoro: “Da luglio dell’anno scorso venne fuori l’idea di portare avanti un discorso particolare sul settore ferroviario, quello più in sofferenza, con l’obiettivo di disincentivare il trasporto su auto. Il trasporto collettivo ha bisogno di un adduttore fondamentale come il trasporto ferroviario che si possa integrare con il trasporto su gomma. I due trasporti (ferro e gomma, ndr) devono integrarsi. Una delle parti del progetto riguarda proprio l’integrazione nelle stazioni di interscambio. E’ stato fatto un lavoro molto importante sulla rivitalizzazione delle stazioni ferroviarie. In questi giorni è iniziata la realizzazione dell’ampliamento del piano regionale. E dunque tutti i dati contenuti potranno entrare facilmente nel piano regionale”.

 

Sono quattro le fasi del progetto illustrate dall’ingegner Marco Valtorta: analisi della domanda (ovvero le esigenze degli utenti), analisi dell’offerta, scenari di offerta e valutazione economica. L’analisi dell’utenza prende in considerazione gli spostamenti extracomunali generati, per motivi di lavoro o studio, nella Provincia dal 2001 (40757 spostamenti al giorno) al 2011 (45750). Viterbo, come prevedibile, con 2735 spostamenti al giorno è il principale polo generatore seguito da Vetralla, Nepi (unico tra i poli principali a non essere servito dal trasporto ferroviario).

 

studio2Tre le linee che attraversano il territorio viterbese: l’FR3 Roma-Cesano-Viterbo, la Civitavecchia-Capranica-Orte e la Circumcimina (queste ultime due non ancora attivate).

Lo studio affronta tra l’altro il nodo della puntualità dei servizi ferroviari ed elenca dati sui ritardi nei giorni feriali negli orari di punta sulle linee principali. Le linee critiche, quelle cioè con i ritardi maggiori, risultano essere la FR1 Orte-Roma-Fiumicino che lamenta un 24% di corse in ritardo nella fascia mattutina e un 27% in quella pomeridiana, la FR3 Viterbo-Cesano-Roma con 20% e 24%  e la Tirrenica Roma-Civitavecchia/Grosseto-Pisa addirittura con il 34% ed il 47% di ritardi nelle due fasce considerate (mattino e pomeriggio).

 

Altra criticità considerata sono i Comuni non dotati di stazione che ricadono nell’area di influenza con una distanza dal centro abitato inferiore di sette chilometri, ovvero Bomarzo, Canepina, Carbognano, Sutri, Vallerano, Villa San Giovanni. Di questi solamente Vallerano e Canepina fruiscono di un collegamento diretto su gomma con la stazione più vicina. In totale 1781 persone si recano sistematicamente in una destinazione servita dalla ferrovia e ben il 46% (572 persone) risiedono a Sutri.

 

Per quanto riguarda gli interventi già previsti, per i quali è stato predisposto almeno un progetto preliminare sono: l’adeguamento della lunghezza banchine della FR1 a Orte-Fara Sabina, il potenziamento tecnologico del nodo di Roma (sempre FR1), il raddoppio della Cesano-Bracciano (FR3), la riapertura della Civitavecchia-Capranica-Orte ed il raddoppio con rettifica della tratta Riano-Pian Paradiso.studio3 Questi, invece, gli ulteriori interventi proposti dallo studio del prof. Musso: rialzo delle banchine delle linee FR3 e Tirrenica (con riduzione dei tempi di incarrozzamento e quindi di sosta nelle stazioni), l’eliminazione del passaggio a livello a piazzale Gramsci (FR3, con aumento effetto rete, ovvero collegamento con la Viterbo-Montefiascone-Orte e potenziamento della stazione di Porta Fiorentina quale nodo di trasbordo), realizzazione raccordo tra stazione di Porta Fiorentina e di attestamento linea Atac, incremento parcheggi per autoveicoli sulla VT-MF-Orte, Atac, VT-Orte-RM e FR3 ed infine l’ormai leggendaria realizzazione della linea Circumcimina. Quest’ultima opera prevede cinque interventi:
1) Costruzione di un raccordo ferroviario tra la linea FR3 e la linea ATAC che colleghi le due linee all’altezza della stazione Porta Fiorentina;
2)Eliminazione passaggio a livello presente a Viterbo presso Piazzale Gramsci;
3)Adeguamento (o realizzazione ex-novo) del raccordo ferroviario che collega la linea ATAC alla CCO presso il comune di Fabrica di Roma;
4)Realizzazione di una stazione a servizio dell’ospedale Belcolle (a 600 metri di distanza dal polo sanitario);
5)Riapertura delle stazioni di Ronciglione e Caprarola, ad oggi dismesse (intervento già previsto nel progetto redatto da Aremol nel 2010).

 

studio4Presente alla riunione, in via eccezionale, anche il rappresentante del Comitato Pendolari di Bassano Romano Carlo Leoni che ha chiesto il motivo per cui, nello studio, non ci sono richieste di attivazione di fermata nella stazione ferroviaria prima delle 9,15. “Sono presenti pulman che impiegano un tempo inferiore a quello previsto su ferro” la risposta dell’ing. Valtorta. Nella fattispecie per Bassano Romano lo studio prevede la riattivazione della fermata nelle ore di “morbida” 9,15-13,30; 14,30-16,30 e 18,30-21,00.

 

Per quanto riguarda Capranica lo studio chiede il reinserimento della fermata per il treno delle 17,32, sosta soppressa dal 10 marzo 2013.

 

Infine alcune stime di spesa snocciolate nel corso della presentazione della ricerca: 244 milioni di Euro per il raddoppio Cesano-Bracciano, 2-2,2 milioni per l’incremento di stalli per auto (con ipotesi di realizzazione parcheggi), 12-18 milioni per l’aumento della frequenza di treni nella fascia pomeridiana ed infine 329 milioni per la riapertura della Civitavecchia-Capranica-Orte.   

Al termine dell’incontro, il consigliere Pdl Laura Allegrini ha elogiato il lavoro del professor Musso: “Due punti di merito, l’autorevolezza di chi ha fatto lo studio che non è una semplice somma, ma un coordinamento delle azioni da fare. Inoltre per la prima volta non è un solo sindaco che si muove sull’onda di un caso specifico, ma c’è una progettualità nel breve, medio e lungo periodo. Ciò dovrebbe far in modo che la Provincia, come “Bomba democratica” abbia la parola finale sulla questione. Per risolvere questa guerra tra poveri che si scatena costantemente”.

 

Ora, come proposto dall’ingegner Pecorelli e dall’assessore Staccini, lo studio dovrà essere adottato in Giunta con una delibera, per poi essere vagliato da un’assemblea pubblica a cui partecipino i vari soggetti interessati, dopodiché ci saranno 30 giorni per eventuali osservazioni e quindi l’approvazione definitiva in Consiglio. “In questo modo – ha concluso il responsabile del settore Trasporti della Provincia – si acquisterebbe più forza nelle sedi regionali e ministeriali”.

   

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