MARIA ANTONIETTA GERMANO –
VITERBO – Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Priori è stato presentato alla stampa un innovativo evento enogastronomico dal titolo “Calici Diffusi” che si svolgerà nel centro storico di Viterbo, da venerdì 18 a domenica 20 luglio, dalle ore 19 alle ore 24.
26 locali aderenti, 35 proposte gastronomiche ispirate alla tradizione e all’innovazione, 6 punti di distribuzione calice, 134 etichette selezionate, 38 cantine della Tuscia nei ristoranti aderenti con la presenza dei produttori che potranno raccontare il loro vino. Per lo street food e le proposte gourmet, il costo varia in base alla scelta dei singoli ristoranti.
Per assaporare “Calici Diffusi” occorre ritirare il calice ufficiale (€5 cauzionali) in uno dei 6 punti di distribuzione: Lab; Osteria del Vecchio Orologio; Braceria San Lorenzo; Piazza del Comune; Piazza San Lorenzo; Il Pellegrino. Per la degustazione si acquistano dei gettoni e si può scegliere tra: ½ calice: €2; 1 calice: €4; Degustazione Premium: €6.
Ad illustrare il nuovo evento che si inserisce tra il Tuscia Film Festival (11-18 luglio) e Ombre Festival (luglio-agosto), è stata la sindaca Chiara Frontini che definisce la manifestazione “una valenza strategica per la città di Viterbo che accoglie proposte dai commercianti che vivono nel centro storico, con i quali l’Amministrazione fa da tessitura e supporto a un’iniziativa coraggiosa, organizzata per tre giorni consecutivi”.
Dello stesso avviso è il presidente della Provincia Alessandro Romoli che aggiunge “un ringraziamento a tutti coloro che resistono e che ogni giorno riescono a tirar su la saracinesca, è non è facile. L’enogastronomia dei nostri 60 comuni sono un orgoglio ed un’eccellenza della nostra provincia”.
La parola passa a Marco Nunzi, consigliere comunale delegato ai rapporti con le attività produttive che ha esclamato “26 volte grazie a tutti. A Paolo Bianchini un grazie speciale per aver coinvolto i ristoratori e aver creato Calici Diffusi che è una gemma!”.
I ringraziamenti per questo speciale evento vengono anche da Giulio Zelli Menegali, presidente della commissione regionale Agricoltura; da Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di Commercio Rieti Viterbo che ha posto l’accento “sull’importanza che questa iniziativa ha messo per la prima volta sul territorio: fare rete con tutti i ristoratori. E’ una modalità importante per l’enogastronomia e per il turismo”.
A questo punto il microfono passa a l’ideatore della manifestazione: Paolo Bianchini che con piglio deciso spiega l’iter del progetto “ci siamo rotti le scatole di questo piagnisteo che si sente in giro, noi ci siamo e ci mettiamo la faccia”. Spiega che è possibile continuare a fare delle donazioni volontarie per l’Università che ha subito l’incendio nella facoltà di Agraria (ci saranno dei bussolotti in ogni ristorante), e in un impeto di orgoglio precisa “quando in un ristorante vedo solo etichette di vino della Toscana…mi arrabbio, noi abbiamo 134 etichette di grande prestigio e queste vanno apprezzate”. Poi spiega con orgoglio come si svolge la kermesse di tre giorni alla quale hanno aderito anche altri esercizi commerciali (via Saffi) che lasceranno aperte le loro saracinesche sino alle 24.
A dar forza a quanto detto, interviene Alessandro Tosi, vice presidente della Coop Galiana di Roma, che per la prima volta partecipa a questa grande iniziativa. Seguono i saluti di Andrea De Simone, direttore Confartigianato Imprese Viterbo, di Beatrice Ranucci, presidente Coldiretti Viterbo che pone l’accento sull’importanza del cibo a kilometro 0 e si augura una legge obblighi a indicare nelle etichette del nostro cibo, la provenienza.
Infine interviene Luigi Pagliaro, presidente Slow Food Viterbo e Tuscia che si congratula con l’idea dell’evento, variegato e ricco che oltre a promuovere un’esperienza sensoriale, è di fatto una promozione pubblicitaria di alto livello per Viterbo.
I saluti arrivano anche dai due direttori artistici, Mauro Morucci (Tuscia Fil Festival) e Alessandro Maurizi (Ombre Festival), che propongono, per il futuro, anche una collaborazione culturale.
















