Primo report iniziativa “Cuori e mani per l’Ucraina”

TARQUINIA (Viterbo) –  Sono trascorse già cinque settimane dall’avvio del progetto “Cuori e
mani per l’Ucraina”. Sono stati giorni intensi, drammatici, emozionanti, ricchi di incontri significativi.
Il progetto “Cuori e mani per l’Ucraina” è stato lanciato il 28 febbraio 2022 ed è il momento giusto per fare un primo bilancio che consenta di proseguire il servizio con maggiore forza e consapevolezza.
La raccolta fondi è iniziata subito molto bene, tanto che alla data del 8 marzo sono stati donati 11.422,22 euro di cui: 750,00 sono stati inviati direttamente ai frati francescani minori in Ucraina; 200 utilizzati per contribuire al Monastero delle Benedettine per l’accoglienza di 6 rifugiati; 100 euro per documenti e farmaci e 2351,00 euro per le spese dei tre trasporti di donativi inviati in Polonia e in Romania.
Fino ad oggi sono stati effettuati tre viaggi per portare ai confini dell’Ucraina e in Romania i donativi raccolti da insegnanti e studenti dell’istituto comprensivo di Montalto di Castro e dell’istituto alberghiero “Alessandro Farnese” Caprarola – sede di Montalto di Castro, dell’istituto ” S. Rosa” di Viterbo, della scuola primaria Santa Maria del Paradiso e della scuola Americana di Viterbo, degli istituti “uglielmo Marconi” e “p. Alberto Guglielmotti” di Civitavecchia, della scuola ” Renata Borlone” di Borgata Aurelia, istituto comprensivo don Lorenzo Milani, istituto ” Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, nelle parrocchie Santa Maria della Verità di Viterbo, Santa Chiara di Latina e Santa Maria Annunziata di Borgo Montello – Latina, dalle associazioni:
Caritas di Canino, Croce Rossa Sezione Canino, Adocast, Canino 2008, Avis Canino, Gruppi Agesci Cisterna 1 e 2, Arte Ritmica Tarquinia, Scout D’Europa Tarquinia, Arciconfraternita di Misericordia Pescia Romana, Gruppo Scout Tolfa 1, Confraternita Maria Santissima Addolorata di Monte
Il 4 marzo sono stati mandati medicinali a Kiev e il 5 marzo è partito il primo carico di 5 quintali che domenica 6 marzo ha raggiunto la nostra sede di Brașov, città della Transilvania dove è stato allestito un ricovero per i rifugiati ai quali la responsabile Madalina, insieme alle altre volontarie, ha distribuito gli aiuti.
Sempre diretto a Brasov il 22 marzo è partito un camion, messo a disposizione dalla comunità di Nomadelfia, con a bordo circa 80 quintali di viveri, vestiario, prodotti igienico-sanitari, medicinali che è arrivato a destinazione il giorno seguente.
Infine, il 31 marzo è partito un furgone messo a disposizione da don Daniele Della Penna, parroco di S. Chiara, Latina, sul quale si sono potuti caricare 1.000 kg. di preziosi prodotti raccolti dalla generosità di scuole, associazioni, parrocchie, famiglie. Dopo circa 24 ore di viaggio i nostri volontari don Daniele, il prof. Gabriele Ventolini dell’istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia e collaboratore di Semi di pace e Pietro Vasic, volontario originario della Polonia, sono arrivati, nel pomeriggio seguente, in Polonia ed hanno potuto depositare tutti i donativi in un magazzino predisposto dalla ong Eko-Kraina presieduta da Churilova Vladislav che li ha poi condivisi anche con fra’ Emanuele, francescano dell’ordine dei frati minori in Ucraina. Gli aiuti sono stati distribuiti a donne, bambini, malati ed anziani nei villaggi ucraini dove manca di tutto.

È da sottolineare la sinergia positiva, che per organizzare gli aiuti, si è sviluppata tra tanti gruppi e associazioni italiane, rumene e ucraine e che costituisce una base da cui ripartire per ulteriori
programmi d’aiuto. In particolare vogliamo evidenziate la fattiva collaborazione con la comunità di Nomadelfia e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Nell’ambito del progetto “Cuori e mani per l’Ucraina” Semi di pace ha svolto anche un’attività di coordinamento e organizzazione di una rete di ospitalità gratuita e volontaria per i rifugiati da parte di singoli o famiglie nella propria casa o in abitazioni libere: una modalità nuova e qualificante della nostra azione umanitaria.
All’appello hanno risposto in tanti, offrendo alloggi in famiglia distribuiti nei comuni di Bagnaia, Blera, Bomarzo, Canepina, Canino, Civitavecchia, Ischia di Castro, Montalto di Castro, Roma, Tarquinia, Tuscania, Viterbo. Semi di Pace ha raccolto le offerte e le ha messe in relazione con le richieste di alloggio che pervengono dagli ucraini che si rivolgono all’associazione tramite parenti, amici e conoscenti già domiciliati nel territorio, cercando di individuare la soluzione più idonea per ciascun caso, valutando i tanti aspetti che concorrono a una convivenza soddisfacente.
Ad oggi le famiglie ucraine ospitate dai privati che hanno aderito al progetto a Bagnaia, a Montalto di Castro, a Tarquinia e a Viterbo sono 18, per un totale di cinquantatré persone, tra le quali 26 bambini (1-13 anni) e sei adolescenti (14-17 anni).
Le ultime famiglie ucraine giunte presso le famiglie aderenti al progetto sono arrivate grazie alla collaborazione attivata con la Carovana dell’Accoglienza nata dall’iniziativa di un gruppo di amici,
per organizzare i viaggi degli ucraini che si trovano al confine tra Polonia e Ucraina e vogliono raggiungere l’Italia.
Una di queste due famiglie – genitori e quattro figli dagli 8 ai 19 anni, ebrei di Kostjantynivka città della regione del Donbass occupata dai russi – fuggita nei primi giorni di guerra e rifugiatasi in una
pensione a Cracovia, partita domenica 20 marzo a bordo del bus messo a disposizione dalla Carovana, dopo una sosta a Firenze per sottoporsi al test del Covid 19, è giunta a Tarquinia lunedì 21 marzo a bordo di un mezzo messo a disposizione della Misericordia di Buti (PI). È stata
immediatamente accolta nel Monastero S. Lucia delle benedettine di Tarquinia. Erano molto provati e spaventati, perciò è stato fondamentale l’intervento affettuoso di quattro loro connazionali presenti a Tarquinia, legate a Semi di pace e parlanti italiano. Con il loro calore e i loro abbracci le donne ucraine hanno creato un’atmosfera di complicità tutta femminile con la responsabile di Semi di Pace, le monache e i membri della famiglia appena arrivata. La sera stessa il rapporto di amicizia di Semi di Pace con la presidente dell’UCEI, Noemi Di Segni, ha consentito di trovare per questa famiglia numerosa un’ottima sistemazione nella capitale, dove è stata portata dalla stessa
presidente Di Segni che è venuta personalmente a prenderla alla Cittadella nel pomeriggio del 25 marzo. Ora i ragazzi frequentano le scuole ebraiche e stanno bene.
A tutte queste famiglie, compresa quella che è ospite della comunità ebraica romana, è stata data assistenza nello svolgimento degli adempimenti sanitari e burocratici ai fini dell’ottenimento della
protezione temporanea autorizzata dal Consiglio dei ministri con il DPCM 29 marzo 2022.
L’associazione inoltre sta fornendo a tutti i profughi che ne fanno richiesta un pacco alimentare settimanale, il vestiario e i generi di prima necessità, quali, ad esempio, gli assorbenti igienici, i pannolini per i neonati. Per far fronte all’aumento del servizio che già veniva svolto in favore di tutte le famiglie bisognose, vengono utilizzate le generosissime donazioni che stanno arrivando da tante persone singole e associate in gruppi che hanno risposto all’appello. In totale le persone
ucraine che stanno, attualmente, usufruendo di questi aiuti sono 354, di cui 56 nella sede centrale di Tarquinia, 44 in quella di Viterbo e 254 a Brasov, Romania.
Nella convinzione che la vera accoglienza sia anche condivisione e
scambio culturale e che le ferite della guerra si possano mitigare con ’amicizia e la fraternità, l’associazione ha promosso l’iscrizione a scuola di tutti i bambini e di tutti i ragazzi. Tre bambini frequentano la scuola elementare a Montalto di Castro, dalla metà di marzo. Il 28 marzo, Maria, Nadia, Margherita e Ivan, ragazzi ucraini ospitati insieme ai loro genitori a Tarquinia dalle famiglie che hanno aderito al progetto “Cuori e mani per l’Ucraina”, hanno iniziato a frequentare l’istituto statale d’istruzione superiore Vincenzo Cardarelli. Il 4 aprile anche i bambini Yan, Veronika, Eduard e Viktor, sono entrati alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria e usufruiscono del tempo
pieno, della mensa e dello scuolabus a spese del Comune di Tarquinia.
Il primo obiettivo sarà per tutti la socializzazione con gli altri ragazzi, il secondo è l’apprendimento della lingua italiana.
La comunità di Semi di Pace domenica 27 marzo e martedì 5 aprile ha pregato per la pace in Ucraina e in modo particolare per le famiglie che stanno ospitando, per i compagni di scuola, per i professori e per le maestre, per tutto il personale scolastico, per i dirigenti degli istituti scolastici, per i responsabili e gli impiegati degli uffici dei servizi sociali e dell’istruzione del Comune di Tarquinia, per le impiegate della Multi servizi, per il pediatra e l’infermiera del centro vaccinale dell’ospedale di Tarquinia e per l’assessore ai servizi sociali che stanno rendendo possibile questa affettuosa accoglienza e integrazione dei più piccoli, vittime innocenti dell’insensata guerra.
Nel saluto conclusivo il presidente Luca Bondi ha dichiarato: “È praticamente impossibile descrivere, con le semplici parole, l’intensità del momento vissuto oggi. Il nostro incontro comunitario periodico si è aperto ai rifugiati che abbiamo fatto accogliere dalle famiglie del territorio. Nella sala della Cittadella, durante la celebrazione eucaristica, presieduta da padre Paolo, cattolici e ortodossi, insieme, nella preghiera e nella fraternità. Al termine lo spazio della condivisione: dolore, silenzi, occhi pieni di lacrime, un senso di sospensione… Nel parco i bambini ucraini giocavano con l’allegria
tipica dei piccoli. Il loro gradevole” baccano” ci ha portato, ancora di più, a comprendere l’insensatezza e l’atrocità’ della guerra che non risparmia nessuno. Abbiamo avvolto, con un abbraccio amorevole, tutti loro per accarezzarli di quella tenerezza che incoraggia e sana ferite
dolorose.”

Print Friendly, PDF & Email