Proibizione dei concimi chimici nella zona dei Cimini e del lago di Vico: lo richiede l’associazione Aics

Riceviamo dal presidente del Comitato provinciale Viterbo Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) Raimondo Chiricozzi e pubblichiamo la lettera lago di bolsenainviata al ministero dell’Ambiente, della Salute, delle polithce agricole, alimentari e forestali , al presidente ed agli assessore regionali all’Ambiente ed alla sanità ed ai sindaci il cui territorio è interessato alla cultura della nocciola romana dop e castanicoltura dei Monti Cimini: “Oggetto: Richiesta ordinanza proibizione fertilizzanti, pesticidi chimici; richiesta modifica disciplinare Nocciola Romana DOP; modifica deliberazione Regione Lazio; istituzione disciplinare Castagna dei Monti Cimini. Egregi, siamo certi sia a vostra conoscenza la grave situazione igienico sanitaria del territorio dei Monti Cimini e del Lago di Vico e le conseguenze sulla popolazione, comprovate

da vari studi sulle cause di mortalità effettuati da molti istituti nazionali da studi privati da esperti oncologi .

Fra questi citiamo l’indagine del Dipartimento Epidemiologia del Servizio sanitario della Regione Lazio del 2012, l’indagine sulle cause di mortalità effettuata dall’ISTAT e da altri enti fra cui l’Istituto superiore di sanità. Le cause di questa situazione, a detta di medici, studiosi e dell’Università della Tuscia ecc. , sono principalmente dovute all’agricoltura che utilizzando la chimica nell’intento di aumentare la produzione di nocciole e castagne, inquina le falde acquifere, le acque di superficie, l’aria e la terra.

L’importanza che riveste la tutela del bene ambientale Lago di Vico e i Monti Cimini è stata ampiamente riconosciuta con leggi specifiche che dal 1939 in poi si sono susseguite. Fra queste ricordiamo: 1939 Legge 1947/1939-Bene di notevole interesse pubblico; 1965 Oasi faunistica; 1982 Legge Regione Lazio n.47 del 28/09/1982 “Istituzione della Riserva naturale parziale del lago di Vico”; 1985 Legge Regione Lazio n.81 del 22/05/1985 Modificazione alla legge regionale n. 47 del 28/09/1982; 1985 Legge 431/1985 Vincolo paesistico; 2005 Decreto 25/03/2005 – Zona di protezione specialeZPS e sito di interesse comunitario SIC; 2008 Legge Regione Lazio n.24 del 24/12/2008 Istituzione Riserva naturale lago di Vico, che ha esteso la riserva al territorio di Ronciglione.

Tutto ciò come scritto nelle leggi, per la preservazione dell’equilibrio biologico dei Monti Cimini, della caldera del lago e l’effettiva potabilità delle sue acque. Nonostante tutte queste leggi che esplicitano la volontà di preservare questo bellissimo ambiente naturale, non è stato contrastato l’inquinamento delle acque del lago, che servono da approvvigionamento idropotabile per i Comuni di Ronciglione e Caprarola, non è stato contrastato il diffondersi dell’agricoltura inquinante e i dati sulla salute dei cittadini e sulle cause di mortalità sono allarmanti.

Nel territorio dei Cimini le coltivazioni più estese sono quelle della castanicoltura e della nocciolicoltura. In particolare la nocciolicoltura è causa dell’inquinamento del lago di Vico interessato alla proliferazione, dovuta all’apporto esagerato di azoto e fosforo, dell’alga rossa o planthotrix rubescens che produce una microcistina cancerogena. Alla legislazione italiana, si sono aggiunte le direttive europee, ma la sostanza non è cambiata grazie alle deroghe e autoderoghe e siamo ancora lontanissimi dal tutelare veramente e pienamente, prima di tutto la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Purtroppo si sono aggiunte altre leggi regionali contradditorie e proposte di modifica delle leggi recepenti le direttive europee che riteniamo non siano state dettate per la tutela della salute. In particolare la proposta avanzata dall’Istituto superiore di Sanità della istituzione di una tabella per le microcistine dell’alga rossa, alla legge 31/2001, che recepiva la direttiva europea del 98 sulla qualità delle acque potabili, permetterebbe se accolta la distribuzione di acqua contenente microcistine cancerogene, eliminando il principio di precauzione, in tutto il mondo richiamato, meno che in Italia proprio da coloro che dovrebbero tutelare la salute, quale l’Istituto superiore di Sanità.

La proposta, è stata avanzata in Europa dal passato Governo. Tantissime associazioni ambientaliste, parlamentari europei e italiani e la commissione Affari sociali della Camera all’unanimità, si sono opposti richiedendone il ritiro e il respingimento da parte della UE . Alla data odierna non sappiamo se sia stata respinta dall’ Unione Europea. Inoltre come non ritenere in evidente contrapposizione con le finalità specifiche, la deliberazione regionale della Regione Lazio del 2 novembre 2012 n.539 che individua le aree di salvaguardia della captazione dell’acqua dal lago di Vico in tutto il bacino e poi al punto 6/3 permette di concimare, fertilizzare e usare pesticidi, sulla base di un PUA (Piano Utilizzazione aziendale) ? Tale punto infatti anziché produrre la salvaguardia del lago dall’inquinamento, sembra proprio una scappatoia per permettere ancora l’uso, che nella zona è stato sicuramente esagerato, di pesticidi e fertilizzanti chimici, senza veri controlli.

Vista la situazione descritta desideriamo richiedere: – ai Sindaci dei Comuni del comprensorio dei Cimini, in quanto responsabili in primis della salute dei cittadini, di emettere apposita ordinanza di proibizione, nel territorio di competenza, dell’uso di concimi chimici, diserbanti , pesticidi e avviare finalmente nel territorio la lotta biologica agli infestanti e l’agricoltura biologica. – Invitiamo la Regione Lazio alla modifica della deliberazione regionale n.539 del 02/11/2012 eliminando la possibilità dell’utilizzo di concimi chimici e diserbanti. – Invitiamo le istituzioni nazionali all’avvio della procedura per la istituzione del disciplinare per la Castagna dei Monti Cimini DOP che inglobi la già istituita Dop Castagna di Vallerano e che affermi definitivamente il valore della castagna dei Monti Cimini prodotta biologicamente. – Invitiamo le Istituzioni nazionali alla Modifica del disciplinare d’uso per la Nocciola romana DOP che viene prodotta nel territorio dei Monti Cimini, modificando il punto 3 dell’art 5 del disciplinare attualmente in vigore dal 27 luglio 2009, pubblicato sulla G.U n.186 del 12.08.2009, in maniera che venga qualificata la Nocciola romana DOP come prodotto dell’agricoltura biologica. Chiediamo che il punto 3 dell’art.5 del disciplinare in questione che ora cosi detta: “Per quanto riguarda le cure colturali, si prevede che le concimazioni non tendano alla forzatura della produzione”, venga così modificato: “ Per quanto riguarda le cure colturali esse, devono osservare i dettami dell’agricoltura biologica”. Tutto ciò permetterebbe vantaggi, dal punto di vista economico, considerevoli per gli agricoltori, potrebbe determinare il ritorno a una agricoltura sana, la difesa dell’ambiente dagli inquinamenti , il possibile uso potabile, dopo il dovuto disinquinamento, delle acque del lago di Vico. Il Presidente Raimondo Chiricozzi

   

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