Protesta dei disabili alla Cittadella della Salute della Asl di Viterbo

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Hanno protestato questo pomeriggio, per la seconda volta, presso la Cittadella della Salute, i disabili dell’associazione Vita Autonoma, che da questo mese non si sono visti più erogare il contributo della Regione, a loro assegnato, tramite Asl, dal lontano 1979.  A spiegare la vicenda il presidente dell’associazione, Francesco Ronci, che afferma: “L’associazione è stata formata sulla scia del progetto Case famiglia del 1979 che ha permesso allo Stato di risparmiare il 50 per cento sulle rette se i soggetti disabili coinvolti fossero rimasti nella struttura di Villa Immacolata.  Con la disabili-protesta2legge uscita nel 2014, che definisce lo stato di casa famiglia, c’è una coincidenza di dizione e così questi fondi, erogati per 40 anni,  ora non ci vengono più assegnati”. Ronci spiega che attualmente sono 21 i disabili rimasti a beneficiare di questi contributi regionali, in tutto circa 800 euro mensili, che ora non ci sono più.  “Ci sono famiglie che contano su questo aiuto economico, anche perchè buona parte di questi disabili non  ha l’accompagno, ma solo l’invalidità civile e, quindi, dovrebbe andare avanti con appena 250 euro mensili” – precisa il presidente dell’associazione.  I rappresentanti dell’associazione, quindi, questo pomeriggio, sono saliti al quinto piano della Cittadella della Salute, presso la direzione sanitaria, per chiedere che venga erogata la quota mensile di questo mese, già

Ronci
Ronci

bloccata e di continuare a percepire, fino alla morte naturale dei 21 disabili, di questo contributo.  “Si tratta di un accordo – ribatte Giuseppe Murolo, consigliere direttivo dell’associazione – che è stato fatto nel lontano ’79 con le varie istituzioni dell’epoca e l’assessore regionale Paradisi”. Inoltre, si tratta di persone la cui età si aggira tra i 55  ed i 60 anni e, quindi,  non più in grado di inserirsi nel mondo lavorativo.

Murolo
Murolo

“Molte persone – ricorda un’associata –  hanno acquisito la disabilità a seguito del vaccino per la poliomelite.  Contestualmente all’uscita da Villa Immacolata è stata realizzata l’associazione per la Vita Autonoma, che nel tempo si è allargata, avendo come obiettivo primario quello di garantire l’autonomia dei propri soci e non. Togliendo ora questo contributo verrebbe meno anche lo spirito stesso per cui è nata questa associazione”.

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