Provincia di Viterbo, l’assessore Staccini sui danni causati dai lupi: “Dobbiamo puntare sulla prevenzione”

“Voglio approfittare dell’intervento del consigliere regionale Daniele Sabatini, relativo alla problematica dei danni all’agricoltura provocati dai lupi, Staccini Robertoper ribadire un concetto di fondo; l’agricoltore non desidera essere rimborsato, ma vuole che i danni non si ripetano più. Fino a quando tutte le istituzioni coinvolte non comprenderanno che questa è la strategia da adottare, troppi soldi dovranno ancora essere spesi per compensare le perdite

causate ai raccolti e agli allevamenti”. L’assessore provinciale all’Agricoltura Roberto Staccini (nella foto) interviene in merito alla denuncia avanzata da Coldiretti circa i danni sempre più consistenti provocati dai lupi agli allevamenti del settore ovino per ribadire come, in questo ed in tutti gli altri casi che riguardano le problematiche legate al proliferare della fauna selvatica, sia necessario puntare sempre di più sulla prevenzione. E dopo l’intervento del consigliere regionale rilancia il concetto “Anch’io come Sabatini auspico che gli agricoltori possano ricevere quanto prima i risarcimenti dovuti – prosegue Staccini – e ringrazio il consigliere regionale della Tuscia per tutto ciò che potrà fare in tal senso. Allo stesso tempo però, sento di ribadire la necessità di un intervento radicale rivolto a scongiurare il più possibile il reiterarsi dei danni. I lupi sono protetti perché contribuiscono a garantire il mantenimento dell’equilibrio ambientale; la tutela e la conservazione del patrimonio faunistico, sono un pilastro del Piano Faunistico Venatorio recentemente adottato dalla Provincia. Ma non possiamo continuare a sottovalutare il problema dei danni sempre più gravi causati al comparto agricolo. Gli enti locali – denuncia ancora Staccini – sono a corto di risorse e diventa sempre più difficile far fronte alle ingenti richieste di risarcimento che provengono dagli agricoltori. Le istituzioni tutte, Stato e Regione, devono modificare la metodologia d’approccio al problema, invertendo la rotta, ed investendo sempre di più sulla prevenzione. Vanno individuate campagne mirate di contenimento, in grado di coniugare la necessaria conservazione del patrimonio ambientale e faunistico, con la tutela delle attività agricole, anche modificando la normativa in materia, sia nazionale che regionale. Ritengo che questa sia l’unica strada realmente percorribile – conclude l’assessore – investendo le risorse a disposizione, non per consentire, ma piuttosto per scongiurare i rimborsi. E’ in questa direzione che tutti dovremmo concretamente muoverci”.

   

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