Università Unimarconi

Pugnaloni: il Gruppo Santo Sepolcro

ACQUAPENDENTE ( Viterbo) – Dodici giovani aquesiani nel 1972 scelsero i colori bianco-rosso-granata. Nasce ufficialmente il Gruppo “6+6” embrione fondamentale per lo sviluppo del titolatissimo Gruppo Santo Sepolcro. Ben quattro i trionfi alla Festa dei Pugnaloni tutti targati bozzettista Marcello Rossi: 1992, 1993, 1995, 2003, con la relazione “Che un fiore, non armi e guerre, porti la libertà e la pace nel mondo”. Tre i secondi posti: 1975 (bozzettista Paolo Rossi), 1983 (bozzettista Cesare Goretti), 2018 (bozzettista Riccardo Cesaretti)  relazione “Sto prendendo consapevolezza di me. Della mia persona, di quello che sono, delle mie capacità. Voglio scrollarmi di dosso tutte le negatività, facendole scivolare nel ricordo. Non abbasserò più la testa ma guarderò fiero e determinato il mio percorso. So che la strada che sto intraprendendo mi porterà a raggiungere la LIBERTA’”. Cinque i terzi posti: 1983 (bozzettista Cesare Goretti), 1987 (bozzettista Maurizio Sugaroni), 1991 (bozzettista Marcello Rossi), 2005 (bozzettista Fabiola Rossi)  relazione “Era il più potente sul suo destriero e non aveva certo paura di quegli straccioni… eppure loro, armati degli strumenti del lavoro e di speranza in un mondo migliore, lo cacciarono”  e nel 2016   (bozzettista Riccardo Cesaretti) relazione “L’albero della STORIA affonda le sue radici nel passato e lo sgretola, lo distrugge, ma contemporaneamente ne trae vitalità ed energia. Con essa rinasce, fiorisce con ciò che di buono e di santo in esso ritrova. Lascia alle sue spalle i detriti dell’errore  e del male, in una sorta di catarsi che scoppia nella luce e nel fiore e da lì si irradia nel futuro che presto sarà passato, in un ciclo eterno dove sempre il bene soverchierà il male. E “Il Mracolo che cambia la storia”. Tre i quarti posti: 1979 (bozzettisti Piero Calamai e Giulio Gelsomini), 1996 (bozzettista Marcello Rossi), 2019 bozzettista ancora Cesaretti con relazione “DA UNA DEPRESSIONE NON SI EMERGE MAI COME SI ERA PRIMA DI SPROFONDARVI, LA DEPRESSIONE E’ SOPRATTUTTO METAMORFOSI E, SPESSO, ARRICHIMENTO INTERIORE”. La prima figura femminile cupa, ha il cuore che batte in testa, perché quando si è depressi, nessun organo sembra rimanere al proprio posto o appartenerci. Ma quest’ultimo, continua, ad essere vivo, nonostante tutto….Così il castello dei pensieri inizia a dileguarsi, l’ala spezzata torna a volare. La farfalla è lì a simboleggiare la metamorfosi. L’albero secco fiorisce e ne esce una persona nuova. Il tratto pittorico della donna uscita dalla depressione è volutamente diverso dal precedente, più moderno proprio a sottolineare che niente è più come prima. C’è chi la definisce la malattia del secolo, ma ciò che è preoccupante è che, nel mondo, colpisce 5 persone su 100, ciò ne soffrono circa 322 milioni di essere umani”. Quattro i quinti posti: 1982 (bozzettista Giulio Mariani), 1988 (bozzettisti Fabio Pasquini e Terzilio Crociani), 1999 (bozzettista Imola Bellavita) e 2008 (bozzettista Francesca Sacchini) con relazione “Vergine, Madre, Figlia del tuo figlio, umile e più alta creatura, termine fisso d’eterno consiglio, (…) In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate. Or questi, che da l’infima lacuna de l’universo in fi qui ha vedute, le vite spirituali ad una ad una, supplica a te, per grazia, di virtute tanto, che possa con li occhi levarsi più alto verso l’ultima salute. (Dante Paradiso, canto XXXIII, 1.27). Lo scorso anno arriva un quinto posto con bozzetto di Rccardo Cesaretti e relazione “Una storia che non viene cancellata, ma solo riscritta con nuovi colori e diviene memoria”. Tre i sesti posti: 1989 (bozzettista Stefano Palla), 2012 (bozzettista Marco Pasquini) relazione “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole. Ed è subito sera (Quasimodo). Troppe Nazioni, troppi Popoli in nome di una Ragione o Etica di Stato si autonominano Giudici in Terra del Bene e del Male. E quando ritengono che il Male, sia nascosto dentro un essere umano, questi Giudici sono pronti a spegnere per sempre quel raggio di sole che tutti noi abbiamo dentro da quando nasciamo. Per questi Giudici non esiste la possibilità di sbagliarsi: il Male è indissolubilmente legato alla persona giudicata e deve essere distrutto con essa. Ma per quanto tempo ancora dovremo aspettare che l’uomo rinunci ad emettere un verdetto spietato ed inappellabile su un suo simile ? Per quanto tempo ancora la Pena di Morte decreterà la sera di un essere umano ? Non lasciamo più che qualcuno si arroghi un diritto che nessuno gli ha dato, se non il diritto vigliacco del più forte, di spegnere una vita e quel raggio di sole che l’accompagna…”2015 (bozzettista 2015 (bozzettista Riccardo Cesaretti) con relazione “…una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile – Luigi Pirandello Uno, Nessuno e centomila”. Ci sono sempre due verità, due modi diversi di interpretare la realtà, punti di osservazione distinti e distanti. Eco due torri: l’una possente e maestosa che dall’alto guarda e domina; l’altra lineare, irreale e quasi irraggiungibile. Ma un raggio di luce le invade ed un turbinio di colori e di fiori le unisce in un abbraccio che è la vera essenza della vita: LA LIBERTA DI PENSARE E DI ESSERE”. Hanno fatto la storia del Gruppo personaggi locali del calibro di Daniele Colonnelli (capogruppo), Fabrizio Merli (capogruppo), Nicolò Piazzai (capogruppo), Francesca Rossi (bozzettista).

 

 

 

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