di REDAZIONE-
VITERBO- Dopo un anno di apparente ripresa, Viterbo perde terreno nella 36ª edizione dell’indagine sulla Qualità della vita del Sole 24 Ore, scivolando dal 66° posto del 2024 all’attuale 71ª posizione su 107 province. Un risultato che fotografa un territorio diviso tra segnali di dinamismo economico e persistenti criticità strutturali.
Il capitolo “Affari e lavoro” è la nota più positiva: la Tuscia guadagna 21 posizioni, attestandosi al 63° posto grazie alla vivacità delle start-up e alla buona densità di imprese. Tuttavia, i progressi si scontrano con il calo di “Ricchezza e consumi”, dove la provincia scende al 74° posto. La retribuzione media annua rimane molto bassa (82ª), limitando la capacità di spesa delle famiglie.
Viterbo mantiene la sua miglior performance nella categoria “Giustizia e sicurezza”, pur perdendo 8 posizioni e collocandosi al 46° posto. Il tribunale si conferma efficiente nella giustizia civile, con una durata dei procedimenti tra le migliori d’Italia (25°). Restano però critici i reati connessi agli stupefacenti, che collocano la provincia al 94° posto.
Nel settore “Demografia e società” Viterbo mostra un lieve miglioramento, raggiungendo la 64ª posizione. Cresce l’aspettativa di vita e ampio è lo spazio abitativo, ma la natalità resta tra le più basse del Paese (98ª). Anche l’invecchiamento della popolazione pesa sui servizi sociali.
Peggiora invece “Ambiente e servizi”, categoria in cui la provincia scende al 64° posto. Buoni i risultati sulle energie rinnovabili (21ª), ma la situazione dei trasporti e la qualità della vita dei giovani è critica (91ª).
La provincia si ferma al 72° posto per “Cultura e tempo libero”. Molto bassi l’indice di sportività (94°) e gli ingressi agli spettacoli (89°). Migliore la performance sulla presenza di ristoranti (35°) e librerie (41°), che delineano un tessuto culturale vivo ma non pienamente valorizzato.






