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Quando l’arte diventa memoria viva: emozione e partecipazione per “La Madonna degli omosessuali” a Vasanello (VIDEO)

di MARCO ROSSI-

VASANELLO (Viterbo)- Grande partecipazione e profonda emozione hanno accompagnato l’inaugurazione della mostra “La Madonna degli Omosessuali” dell’artista contemporaneo Raffaele Ciotola, svoltasi sabato 16 marzo presso l’Università Agraria di Vasanello, in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia.
L’evento, promosso dall’Associazione UNISCO e dall’Arcigay di Viterbo, ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, trasformandosi in un momento collettivo di ascolto e riflessione profonda sui diritti umani, sulla memoria storica e sulla dignità delle persone LGBTQ+.
L’opera di Ciotola, intensa e fortemente simbolica, ha colpito i presenti per la sua capacità di unire provocazione e spiritualità, aprendo un dialogo necessario non solo sulle persecuzioni subite dalle persone omosessuali durante il nazismo e sulle ferite ancora aperte della storia europea, ma come monito perché ciò non si ripeta e la società tutta si impegni perché nessuno, soprattutto i giovani, debbano subire discriminazioni.
Particolarmente toccante è stato il momento narrativo dal titolo “Volevano solo vivere”, dedicato alle vicende di Joseph Kohout e Pierre Seel, testimoni di una persecuzione a lungo rimasta ai margini della memoria collettiva. Il racconto, a cura di Marco Rossi, attore-regista, Narratore di Comunità Unitus dell’associazione culturale Il Fascino del Passato E.T.S. di Viterbo, è stato accompagnato da musiche selezionate a tema e da un silenzio carico di attenzione e partecipazione, trasformando la narrazione in un’esperienza condivisa e profondamente emotiva.
All’inaugurazione hanno preso parte rappresentanti del mondo istituzionale e dell’associazionismo. Un ringraziamento particolare va ad Enrico Panunzi, Vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio ed alla parlamentare europea Camilla Laureti, che hanno ricordato come iniziative come quella di Vasanello siano fondamentali ed importantissime per la lotta contro ogni forma di discriminazione.
E quanto purtroppo ci sia ancora bisogno all’interno della nostra società e nel nostro territorio di iniziative contro l’omofobia, non solo è stato ribadito da Lorenzo Abbate, Presidente dell’Arcigay di Viterbo, ma dagli stessi organizzatori che hanno ricevuto minacce e mail di protesta per il solo fatto di aver esposto due bandiere arcobaleno dal balcone dell’edificio che ospitava la manifestazione, sintomo di quanto, purtroppo, sia attuale la necessità di eventi come quello realizzato: difendere la memoria e contrastare ogni forma di discriminazione.
In questo modo la mostra è riuscita a trasformare Vasanello in un luogo di incontro tra arte e coscienza civile, dove il passato non resta fermo, ma continua a interrogare il presente attraverso immagini, voci e testimonianze.
E alla fine, ciò che resta non è soltanto ciò che è stato visto, ma ciò che è stato sentito: il peso delle storie dimenticate che tornano a chiedere spazio, e la consapevolezza che nessuna società può dirsi davvero giusta se rinuncia a ricordare.
Ricordiamo che è possibile visitare la mostra inviando una mail a info@unisco.social.
Inoltre, data la grande affluenza di pubblico registrata all’inaugurazione, a maggio e giugno la mostra rimarrà aperta al pubblico, senza necessità di prenotazione, tutti i venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 19.

 

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