Raggiunto in extremis l’accordo europeo sul “price cap” al gas. Possibili tensioni con la Russia

Da tempo invocata in Europa  da molti stati membri come una soluzione alla dilagante crisi dei combustibili, l’accordo aveva trovato l’opposizione di alcuni, in particolare di quegli stati che del commercio di gas fanno asse portante della propria economia. L’Italia, in prima linea per porre un freno agli aumenti incontrollati, ha perorato fortemente un intervento condiviso a livello europeo.

Finalmente ieri si è riusciti a trovare un accordo condiviso: Un tetto di 180 euro, attivabile per venti giorni, a partire dal prossimo febbraio. Questo risultato è stato accolto con esultanza dalla Premier On. Giorgia Meloni e dal  ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a Bruxelles che l’ hanno definita “una vittoria per l’Italia”.

La decisione ha suscitato reazioni negative da parte della Confederazione Russa che la ritiene  assurda e presa in aperta opposizione a quanto già ribadito nei giorni scorsi. Non a caso il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha tuonato: “E’ un accordo inaccettabile che crea distorsione nel mercato, reagiremo”.

 

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