Rave illegale, Emanuele Brodo (UniVerso Giovani): “Se lo Stato c’è, batta un colpo!”

di DIEGO GALLI –

L’Italia è un Paese a due velocità, dove l’utilizzo di due pesi e due misure è – purtroppo – ancora un modus operandi molto diffuso e ben radicato a ogni livello. A ricordarcelo è il rave party che da alcuni giorni imperversa nei pressi del lago di Mezzano, dove circa 7000 persone hanno occupato un suolo privato e stanno provocando innumerevoli disagi agli abitanti e ai ristoratori della zona, come anche alla flora e alla fauna locale.

Il bilancio attuale è di due morti, vari giovani finiti in coma etilico e alcune violenze sessuali denunciate da delle giovani presenti al rave. Lo Stato, in tutto questo trambusto, sembra essere il grande assente, impotente nella fase di prevenzione e impossibilitato – apparentemente – a intervenire per smobilitare il mega-assembramento.

Tra i tanti rimasti delusi, vi è anche Emanuele Brodo, presidente di UniVerso Giovani.

“Era il 2019 quando si tenne l’ultima festa estiva universitaria, l’Unitus Summer Party – dichiara – e oggi, giustamente, siamo impossibilitati a organizzarne un’altra per rispettare le norme covid vigenti. L’ultima che avevamo provato a organizzare ci è costata molto tempo e denaro. Avevamo pagato tutte le imposte e richiesto tutti i permessi del caso per fare una festa rispettosa e in piena regola, ma allo stesso tempo divertente”.

“Oggi – prosegue – dobbiamo assistere, invece, a questo scempio. Persone senza scrupoli che organizzano nella più totale illegalità una festa abusiva, con conseguenze gravissime non solo per loro stessi, ma anche per tutti gli altri che incontreranno nei prossimi giorni… il bello è che dopo 5 giorni sono ancora lì, imperterriti. Sono disgustato e amareggiato, l’illegalità non può passarla liscia così!”. Il presidente Brodo, lancia un vero e proprio appello a chi ci governa e a chi dovrebbe intervenire immediatamente per impedire ulteriori incidenti: “Se lo Stato c’è, batta un colpo!”. Il suo appello si aggiunge a quello dei molti, tra cittadini e amministratori locali, che chiedono da giorni un intervento per riportare ordine nel caos che in questi giorni ha reso “popolare” la Tuscia su tutte le testate nazionali.

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